A volte le persone si muovono come fossero “particelle impazzite”, soprattutto se hanno fretta e sono immerse in una folla che si oppone al raggiungimento del loro obiettivo. Fisico o esistenziale. E allora proprio come “particelle impazzite” si possono provare a tracciare una a una, seguendone il moto irregolare e misurandone direzione e velocità. Lo ha fatto un team di ricercatori dell’ENEA nell’ambito del progetto CityFlows, finanziato dallo European Institute of Innovation and Technology (EIT), creando “mappe di calore intuitive: ho riproposto le modalità che utilizzavo quando mi occupavo di immagini e dati satellitari per capire come si muovono concentrazioni gas inquinanti. Ho ‘riciclato’ le freccette usate per i venti, per rappresentare i flussi persone” confessa Federico Karagulian, ricercatore ENEA del Laboratorio di Sistemi e tecnologie per la mobilità sostenibile.
ATTUALITA’
Computer vision e AI non bastano per gestire aree affollate. Serve creatività
CityFlows, un progetto europeo per la gestione delle masse, a Milano, grazie a ENEA, mostra che è possibile impararne la dinamica senza violare la privacy. La tecnologia aiuta, ma il vero lavoro di valore è quello fatto dai ricercatori, a valle della raccolta dati via telecamere.
Giornalista

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