Uno degli scopi più virtuosi che ci spingono a integrare nuove tecnologie, anche “coraggiose”, all’interno di un “campo minato” di regole e problematiche come quello della medicina è l’idea di far aumentare l’accessibilità, la coerenza e la qualità delle cure. Credendo che questo sogno possa essere realizzabile, si tenta di sviluppare delle soluzioni all’avanguardia ma allo stesso tempo rispettose di privacy e diritti dei pazienti, oltre che della professionalità dei medici. Una di queste è AMIE.
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Test di LLM in camice: gara di empatia e diagnosi
Testata una chatbot AI che appare affidabile nel fare diagnosi e anche empatica nel comunicarle, molto più che un dottore in carne e ossa. I ricercatori di Google proseguono gli studi ma non per sostituire i medici umano. Guardano a raggiungere i molti che oggi non hanno accesso alle cure e potrebbero averlo grazie all’AI
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