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Come realizzare un Enterprise Security Framework

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Come realizzare un Enterprise Security Framework

23 Feb 2015

di Redazione

Tra cloud e mobility, serve un Enterprise Security Framework

Il contesto ‘digital’ nel quale si muovono oggi le aziende genera indubbiamente grandi opportunità, soprattutto grazie a cloud, mobility e modelli collaborativi ‘open’, non senza alimentare però più elevati ‘livelli di rischio’ che impongono alle aziende una maggiore focalizzazione sugli aspetti di sicurezza in una sfida che mira alla ‘flexible security’ non solo sul fronte tecnologico ma anche dalla prospettiva organizzativa.

In uno scenario competitivo complesso come l’attuale, le aziende sono sempre più alle prese con una ridefinizione dei propri modelli di business secondo parametri di flessibilità, velocità, variabilità continua, personalizzazione di offerta, innovazione digitale. Dal punto di vista dell’It, tra le risposte prioritarie a queste esigenze, il modello cloud e la mobility rappresentano due capisaldi fondamentali. I confini aziendali risultano infatti ormai ‘riconfigurabili’ dinamicamente attraverso processi e modelli di business sempre più open e collaborativi in cui diventa centrale la possibilità di fruire di servizi in cloud sui più disparati device mobili. Ma come si fa ad ‘abbracciare’ queste opportunità mantenendo gli elevati livelli di sicurezza cui le aziende devono tendere, soprattutto oggi che ci troviamo di fronte a minacce sempre più sofisticate?

Se ne è discusso nel corso del Webcast “Come realizzare un Enterprise Security Framework” aperto dal caporedattore di ZeroUno, Patrizia Fabbri, la quale ha portato all’attenzione del pubblico alcuni interessanti dati sull’attuale stato del cybercrime nel mondo: “Stiamo parlando di un fenomeno il cui impatto economico, secondo le stime del Center for Strategic and International Studies, è pari allo 0,8% del Pil globale; un’attività criminale che nel mondo provoca danni che si possono collocare tra il 15 e il 20% del valore complessivo generato da Internet che, annualmente, si attesa attorni tra i 2 e i 3 trilioni di dollari”.

Serve riflettere su questi dati, soprattutto oggi che ci troviamo in un contesto di grande evoluzione dove Internet è la chiave di evoluzione cardine verso il Digital Business.

A tracciare lo scenario di riferimento, con particolare enfasi proprio ai fenomeni che ruotano attorno alla digitalizzazione delle imprese, è stato Alessandro Piva, responsabile ricerca dell’Osservatorio Information Security & Privacy del Politecnico di Milano il quale ricorda, soprattutto durante il dibattito generatosi grazie alle domande e ai commenti degli utenti collegati al Webcast, come l’enterprise security debba essere oggi più che mai “un approccio metodologico che tenga conto non solo delle tecnologie ma anche e soprattutto dell’organizzazione aziendale”. Su questi temi interessante l’intervento di Antonio Iannuzzi, country manager di Palo Alto Networks Italia che ha specificato: “Riuscire a definire, modellare e governare un ‘Enterprise Security Framework’ significa pensare ad un modello d’impresa che oggi, grazie alla digitalizzazione, in particolare grazie alla mobility, vede sempre più gli utenti accedere a servizi, dati, contenuti e applicazioni via web”.

E se proprio questo dunque è il focus su cui far convergere i ‘punti di attenzione’ nella definizione di un nuovo modello di sicurezza aziendale, a Stefania Iannelli, system engineer di Palo Alto Networks Italia, è toccato il compito di analizzare le attuali minacce informatiche e mostrare concretamente come si attuano gli attacchi dei cyber criminali, spiegando poi in dettaglio che scelte tecnologiche attuare per proteggersi al meglio.

Clicca qui per scaricare la presentazione tenuta da Alessandro Piva, responsabile ricerca dell’Osservatorio Information Security & Privacy del Politecnico di Milano, nel corso del Webcast

Clicca qui per scaricare la presentazione tenuta da Antonio Iannuzzi, Country Manager e Stefania Iannelli, System Engineer Palo Alto Networks Italia, nel corso del Webcast

Redazione

Nel corso degli anni ZeroUno ha esteso la sua originaria focalizzazione editoriale, sviluppata attraverso la rivista storica, in un più ampio sistema di comunicazione oggi strutturato in rivista, portale www.zerounoweb.it e una linea di incontri con gli utenti.

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