Sostenibilità, quanto è importante per i CEO?

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Sostenibilità, quanto è importante per i CEO?

Risponde alla domanda un recente studio IBV che evidenzia la pressione da parte del consiglio di amministrazione e degli investitori affinché ci sia trasparenza su questo tema, ma d’altra parte la mancanza di dati in base ai quali agire

20 Mag 2022

di Redazione

La sostenibilità è un aspetto sempre più importante nelle agende di tutte le aziende e i CEO la riconoscono come un imperativo e motore di crescita. Ma mentre affrontano pressioni da parte dei consigli di amministrazione e degli investitori, la mancanza di dati affidabili ostacola la loro capacità di agire. Lo rileva un nuovo studio IBM Institute for Business Value (IBV).

La ricerca, dal titolo Own your path: Practical pathways to transformational sustainability, che ha coinvolto più di 3.000 amministratori delegati in tutto il mondo (di cui 90 in Italia) ha messo in luce che quasi la metà degli intervistati considera la sostenibilità una priorità assoluta per la sua organizzazione, dato in aumento del 37% rispetto al 2021.

Tuttavia, più della metà (51%) cita la sostenibilità come una delle sue più grandi sfide nei prossimi due o tre anni e evidenzia come principali ostacoli la mancanza di dati, un ROI poco chiaro e alcune barriere tecnologiche. Mentre il 95% dei CEO riferisce di essere almeno in una fase pilota, solo un quarto (23%) afferma di implementare strategie di sostenibilità in tutta l’organizzazione.

Nel report inoltre si legge che quasi la metà (48%) degli intervistati afferma che nei prossimi due o tre anni l’aumento di pratiche che indirizzino la sostenibilità sia una delle priorità per la propria azienda, rispetto a circa un terzo dei rispondenti del 2021.

Quasi il 70% dei CEO dice di essere parte attiva nella definizione della strategia di sostenibilità.

Più dell’80% crede che gli investimenti in sostenibilità riusciranno a produrre migliori risultati aziendali nei prossimi cinque anni, e quasi la metà (45%) pensa che la sostenibilità serva per accelerare la crescita.

Inoltre, il 51% dei CEO dichiara che la sostenibilità è una sfida, rispetto al 32% del 2021, più della regolamentazione (50%), del rischio informatico (45%), delle infrastrutture tecnologiche (41%) o delle interruzioni nelle supply chain (38%).

La pressione arriva da parte del consiglio di amministrazione (72%), seguito dagli investitori (57%), dai partner dell’ecosistema (49%), dai regolatori (49%) e dai governi (46%).

Quasi il 60% degli intervistati indica ROI e benefici economici poco chiari tra i principali ostacoli al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, seguiti da mancanza di analisi dei dati (44%) e da barriere normative.

Il 35% dei partecipanti indica poi tra gli ostacoli anche alcune barriere tecnologiche.

In generale, gli intervistati indicano che l’investimento in sostenibilità è più che raddoppiato in termini percentuali rispetto alle entrate negli ultimi cinque anni.

Quasi due terzi (64%) dei CEO sono fiduciosi di poter raggiungere i propri obiettivi legati alla sostenibilità, e solo il 20% ritiene che quelli previsti dal governo per il loro settore di appartenenza non siano raggiungibili.

Anche più della metà (57%) dei CEO italiani afferma che la sostenibilità è una delle sue più grandi sfide, rispetto al 29% del 2021, e sente la pressione più forte da parte del consiglio di amministrazione (79%) e dagli investitori (67%).

La maggior parte (63%) riconosce la responsabilità dell’impatto che hanno le aziende sull’ambiente, e dichiara che la loro azienda ha completato alcuni (48%) o tutti gli aspetti (32%) della propria strategia di sostenibilità.

“Ci troviamo a operare – afferma John Granger, Senior Vice President, IBM Consulting – in uno dei periodi più complessi degli ultimi decenni, ove guerra, inflazione, la mancanza di competenze e la crisi sanitaria dovuta al COVID-19 stanno moltiplicando ostacoli e freni alla crescita. Eppure non è il momento di distogliere l’attenzione dalla sostenibilità. Nonostante le sfide, i CEO devono rifocalizzare le loro priorità. Molti non riconoscono come dati e tecnologia possano colmare il divario che esiste tra la strategia e la sua esecuzione.”

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Redazione

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