Osservatorio Cybersecurity & Data Protection 2022: investimenti +13%

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Osservatorio Cybersecurity & Data Protection 2022: investimenti +13%

Crescono ancora gli attacchi cyber per un terzo delle imprese, ma la spesa in cybersecurity è solo lo 0,08% del PIL. Sono i dati dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection 2022

17 Feb 2022

di Redazione

Con l’alternanza del lavoro casa-ufficio e il costante aumento degli attacchi, molte imprese italiane hanno intrapreso o potenziato gli investimenti in sicurezza informatica. L’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection 2022 ha infatti rilevato un boom del mercato relativo a prodotti e servizi in quest’ambito che si è assestato su 1,55 miliardi di euro, che significa +13% rispetto all’anno precedente.

Il rapporto tra spesa in cybersecurity e PIL resta però limitato (0,08%), all’ultimo posto tra i Paesi del G7, ma l’Italia (insieme al Giappone) è l’unica nazione a non aver registrato una diminuzione nel corso dell’ultimo anno.

Osservatorio Cybersecurity & Data Protection 2022, cosa è successo nelle imprese

Di fronte a una crescita costante delle minacce (1053 incidenti gravi nel primo semestre del 2021, +15% rispetto al primo semestre 2020, secondo i dati Clusit), ben il 31% delle grandi imprese italiane rileva un ulteriore aumento degli attacchi informatici nell’ultimo anno, che va a sommarsi a quello riscontrato nei primi mesi di emergenza.

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Una vera e propria “guerra cyber” in cui la sicurezza informatica è diventata la maggiore priorità di investimento nei diversi ambiti del digitale in Italia, non solo nelle grandi imprese, ma anche nelle piccole realtà.

In particolare, il 60% delle grandi imprese italiane ha aumentato il budget per la sicurezza informatica nel 2021.

Le organizzazioni hanno come obiettivo innanzitutto accrescere la consapevolezza dei dipendenti sulle minacce informatiche: di fronte al diffondersi delle nuove modalità di lavoro, il 54% delle organizzazioni giudica necessario rafforzare le iniziative di sensibilizzazione al personale sui comportamenti da adottare.

La dinamicità del mercato viene poi confermata lato offerta dalle 13 operazioni straordinarie di acquisizione, aggregazione e quotazione che hanno riguardato 24 realtà italiane di servizi e soluzioni in ambito security, per un giro d’affari pari a diverse centinaia di milioni di euro.

Osservatorio Cybersecurity & Data Protection 2022

Le tecnologie più richieste

Il mercato italiano di 1,55 miliardi di euro è composto per il 52% da soluzioni di security come Vulnerability Management e Penetration Testing, SIEM, Identity and Access Management, Intrusion Detection, Data Loss Prevention, Risk and Compliance Management e Threat Intelligence, e per il 48% da servizi professionali e servizi gestiti.

Gli aspetti di security più tradizionali continuano a coprire le quote maggiori, con il 31% della spesa dedicata a Network & Wireless Security, ma gli aumenti più significativi riguardano Endpoint Security e Cloud Security. Con le nuove modalità di lavoro, la protezione dei dispositivi continua a essere un elemento cruciale e l’adozione di applicazioni e piattaforme Cloud rende necessaria una specifica attenzione a questo ambito.

Presenza del CISO e consapevolezza secondo l’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection 2022

Dopo anni in cui l’organizzazione della cybersecurity è stata pressoché cristallizzata, nel 2021 cresce di 5 punti la presenza formale del responsabile della sicurezza informatica. Il presidio è oggi affidato nel 46% delle imprese italiane al Chief Information Security Officer, che nella maggioranza dei casi riporta alla Direzione IT (34%) e ha un team dedicato a supporto nel 78% dei casi.

Il 58% delle imprese ha definito un piano di formazione strutturato sulle tematiche di cybersecurity e data protection rivolto a tutti i dipendenti, mentre l’11% si è focalizzato sulla formazione di specifiche funzioni più a rischio. Nel 30% dei casi sono state realizzate azioni di sensibilizzazione meno strutturate e sporadiche, solo nell’1% non sono del tutto previste attività di formazione.

Il Covid-19 ha lasciato uno strascico negativo nell’approccio al rischio cyber, aumentando la difficoltà nell’adottare una visione olistica e strategica. Se il numero complessivo di aziende che lo affrontano rimane invariato (38%), diminuiscono di 11 punti percentuali quelle che lo gestiscono in un processo integrato di risk management. Aumentano invece le organizzazioni che lo trattano come un rischio a sé stante all’interno di una singola funzione (49%).

Osservatorio Cybersecurity & Data Protection 2022

PNRR e investimenti in cybersecurity nelle istituzioni

Se l’interesse delle imprese alla cybersecurity è ai massimi storici, cresce anche l’attenzione delle istituzioni, che hanno introdotto importanti misure in questo ambito.

Il PNRR prevede nella Missione 1 investimenti per 623 milioni di euro in presidi e competenze di cybersecurity nella PA e nella Missione 4 ulteriori fondi per la ricerca e la creazione di partenariati su temi innovativi, tra cui la sicurezza informatica.

È stata introdotta l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), verso cui le imprese si dimostrano aperte e disponibili: il 17% ha già stabilito la volontà di collaborare con l’Agenzia, più di metà (53%) è in attesa di linee guida e indicazioni, un ulteriore 22% vuole approfondire meglio il ruolo dell’organismo nell’ottica di individuare opportunità future.

Osservatorio Cybersecurity & Data Protection 2022

I commenti degli analisti

“Con il protrarsi dell’emergenza sanitaria – ha affermato Gabriele Faggioli, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection – si sta consolidando la consapevolezza sull’importanza della cybersecurity, non solo nelle organizzazioni di maggiori dimensioni, ma anche in realtà meno strutturate. Il mercato ha ripreso a correre, cresce la diffusione dei CISO nelle aziende, sempre più realtà hanno adottato tecnologie e rivisto i processi per aumentare la sicurezza di fronte alle minacce crescenti. Sullo sfondo, inizia ad emergere la spinta del PNRR, linfa per gli investimenti in security e punto di riferimento per le organizzazioni con la nascita della nuova Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale”.

“Il primo passo è stato compiuto – ha dichiarato Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection – le organizzazioni hanno posto le basi per rendere la cybersecurity un elemento chiave per il loro business, intraprendendo un percorso strutturato verso una nuova fase. L’Italia rimane però all’ultimo posto tra i Paesi del G7 nel rapporto tra spesa cybersecurity e PIL e il mercato del cybercrime corre veloce, con nuove tipologie di attacco sempre più sofisticate. Le organizzazioni non devono abbassare la guardia, ma muoversi elaborando una strategia a lungo termine per la sicurezza informatica”.

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Redazione

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