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Symantec: soluzioni e cultura della security per le Pmi

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Symantec: soluzioni e cultura della security per le Pmi

03 Mar 2009

di Riccardo Cervelli

Anche per la dimensione Pmi, la società declina, attraverso i propri business partner, una strategia di security che oltre a riguardare le infrastrutture punta a far crescere culturalmente una consapevolezza e una strategia di sicurezza. Con informazioni, soluzioni e servizI

Anche nei confronti delle piccole e medie aziende italiane, che rappresentano l’ossatura della nostra economia, Symantec propone il suo approccio alla sicurezza di tipo infrastrutturale e consulenziale, attribuendo, come è corretto per raggiungere questa dimensione di utenza, un ruolo privilegiato alla collaborazione con business partner distribuiti sul territorio.
Il perché lo spiega Gianni Marengo, country manager di Symantec Italia. “Quando si lavora con una Pmi – dice il numero uno della branch italiana – spesso si ha a che fare con realtà che in Italia hanno solo l’head quarter e l’organizzazione It, mentre le attività di produzione e di vendita sono sparse per il mondo. Si tratta, quindi, di realtà che hanno dimensioni e fatturati diversi da quelli delle grandi aziende, ma condividono con queste le stesse tematiche di sicurezza: in particolare la necessità di proteggersi dagli attacchi esterni provenienti dalle organizzazioni criminali. Queste, oggi, mirano a impossessarsi dei codici delle carte di credito o di altre informazioni sensibili per i loro scopi. I danni che possono derivare alle aziende da queste attività possono essere sia di tipo economico sia, soprattutto, d’immagine”.
Anche le Pmi, insomma, hanno necessità di soluzioni in grado di proteggere sistemi e informazioni da minacce provenienti da tutti i fronti. Mentre di solito, quando si parla di security, si pensa all’impiego di tecnologie per proteggere i server e i personal computer, per Symantec in primo piano deve esserci innanzitutto l’informazione. “Questo – continua Marengo – si ottiene modo ottimale utilizzando un unico componente piuttosto che una miriade di strumenti. Inoltre è necessario far crescere la cultura della sicurezza presso tutto il personale interno di un’azienda”.
Anche verso le Pmi, quindi, la filosofia di Symantec è di porsi sia come fornitore di soluzioni capaci di affrontare tutti i tipi di attacchi, sia come produttore d’informazioni che permettono alle imprese di comprendere lo scenario delle minacce e confrontare la propria specifica situazione rispetto al quadro globale. “Oltre a offrire in modo continuo aggiornamenti dei suoi prodotti antivirus, antispam e antispyware, Symantec è in grado di fornire alle singole imprese fotografie periodiche di quanto è avvenuto a loro e di confrontarlo con quanto successo a livello mondiale e con i trend in atto”.
Già, ma come sfruttare al massimo questa disponibilità di strumenti e di conoscenza in realtà come le piccole e medie imprese, che molto spesso non hanno neanche un dipartimento It interno? Per la loro stessa natura, le Pmi sono diffuse su tutto il territorio e quindi non possono non essere seguite da operatori presenti in modo capillare e che, peraltro, conoscono perfettamente i mercati in cui sono inseriti. “A differenza della maggior parte dei nostri competitor – aggiunge Marengo – siamo stati fra i primi a predisporre attività di consulenza sia verso gli utenti finali sia verso i business partner. Per noi i partner, che devono essere certificati, svolgono un ruolo assolutamente attivo. Tra noi, le aziende utenti e i partner si punta a creare un circolo virtuoso in cui si decide insieme cosa serve e come usarlo in modo efficace”.
Un’altra testimonianza di quanto Symantec valorizzi e supporti i partner è costituito dalle cosiddette Inside Sales Operations (Iso), che prevedono attività di “scouting” telefonico. “In pratica – spiega Marengo – analizziamo le aziende che scaricano le versioni di prova dei nostri prodotti e, se lo riteniamo opportuno, gli telefoniamo per indirizzarle verso i business partner più vicini e adatti alle loro necessità”. In questo modo l’azienda che ha iniziato a preoccuparsi della security a partire solo da un singolo aspetto, può entrare in contatto con chi può aiutarla a proteggere il suo business in modo più complessivo con metodologie e strumenti adatti allo scenario attuale.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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