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La lunga corsa di Brocade

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La lunga corsa di Brocade

18 Mar 2009

di Nicoletta Boldrini

Crescita del 17% nel quarto trimestre 2008 e del 19% per l’intero anno fiscale 2008, con buone prospettive di ulteriore sviluppo per il 2009, complice anche la recente acquisizione di Foundry Networks. Operazione che strategicamente racchiude l’intento della società di diventare un top provider per gli apparati di rete per imprese e service provider

MILANO – “Stiamo andando bene. Abbiamo chiuso l’ultimo trimestre 2008 in crescita, confermando il trend che ci vede incrementare il nostro business da ben 9 trimestri consecutivi. Su base annua il fatturato 2008 è stato di 1.466,9 milioni di dollari, in crescita del 19% rispetto al 2007 (il profitto netto del trimestre su base Gaap è stato di 38 milioni di dollari, pari a 0,10 dollari per azione, mentre su base non-Gaap è stato di 75,8 milioni di dollari pari a 0,20 dollari per azione)”. Con queste buone notizie Tino Prato (in foto), country manager di Brocade Italia, illustra a ZeroUno risultati e strategie future di un’azienda che lo scorso anno ha messo a segno anche un’importante acquisizione. Quella di Foundry Networks (l’operazione è costata circa 3 miliardi di dollari, ndr), una delle maggiori società operanti nel settore dello switching e dei router, che per Brocade diventa il trampolino di lancio verso il riconoscimento di top provider per gli apparati di rete (sia per le imprese sia per i service provider), grazie all’offerta di una completa linea di prodotti che va da Internet alle reti Wan e Lan, fino ai data center.
“Anche in Italia i risultati sono stati incoraggianti – afferma Prato – soprattutto nella fascia Enterprise verso la quale abbiamo riposto grande attenzione con un’offerta chiamata DCX, elemento centrale dell’architettura DCF (Brocade Data Center Fabric, annunciata in anteprima nell’ottobre 2007, ndr)”.
Si tratta di un framework sviluppato per realizzare infrastrutture flessibili, eco sostenibili e adatte ad integrare tecnologie quali la virtualizzazione dei server. In dettaglio, il DCX supporta fino a 896 porte Fibre Channel con una velocità di 8 Gbit/sec. “Tali prestazioni garantiscono la massima scalabilità nell’integrazione e gestione di server virtualizzati e risorse di networked storage”, spiega Prato. L’offerta DCX integra inoltre anche servizi che consentono al “fabric” di assegnare in maniera dinamica le risorse condivise a seconda dei requisiti dei vari elementi virtualizzati quali server, reti e storage.
“La soluzione ha avuto un discreto successo perché possiamo contare già diverse centinaia di installazioni a livello europeo e alcune decine in Italia, contribuendo a dare quei risultati di crescita a due cifre che oggi ci consentono di continuare sulla strada dell’innovazione per garantire un’offerta adeguata alle esigenze del mercato”, dice Prato.
E per fare qualche previsione sull’anno in corso Tino Prato sottolinea come dal suo punto di vista l’ambito storage sia quello forse meno intaccato dalla contrazione economica globale di questo periodo. “In ambito storage non vedo significativi tagli in programma; si tratta di un segmento It necessario. Dati e informazioni crescono a livelli elevati e sono fondamentali e mission critical per le aziende di tutti i settori. Di conseguenza – spiega il numero uno di Brocade Italia – c’è bisogno della tecnologia adatta a memorizzare, archiviare, gestire e rendere disponibile questo patrimonio”.
E va in questa direzione il lancio di Brocade Data Center Fabric Manager (DCFM) 10.0, un’applicazione di storage network management sviluppato per gestire in sicurezza il flusso di dati attraverso fabric multipli. “La soluzione è anche in grado di fornire sia lo storico delle performance sia i risultati real-time, in modo da favorire una diagnosi proattiva dei problemi, massimizzare l’uso delle risorse e facilitare la programmazione. Aspetti che di questi tempi diventano business critical”, conclude Prato.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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