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HPE SimpliVity: l’iperconvergenza per l’evoluzione dei data center

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HPE SimpliVity: l’iperconvergenza per l’evoluzione dei data center

19 Apr 2017

di Riccardo Cervelli

L’innovativa tecnologia della startup acquisita all’inizio dell’anno da HPE permette di abbattere i costi storage e di gestione delle appliance iperconvergenti integrandole, attraverso una soluzione di software defined infrastructure (HPE OneView), in contesti di Data Center che presentano tecnologie HPE eterogenee.

MILANO – Sistemi iperconvergenti più efficienti, cost-effective e integrabili nelle infrastrutture IT aziendali in maniera semplice e senza creare silos. Questa è l’offerta tecnologica che HPE propone sul mercato dopo l’acquisizione della startup SimpliVity, a integrazione del proprio portfolio esistente di Hyper-Convergence Infrastructure (HCI).

“Ormai già da diverso tempo – racconta Giuseppe Cicchirillo, Data Center & Hybrid Cloud Product Manager di HPE Italia – HPE investe nelle tecnologie software-defined data center. Fino all’acquisizione di Simplivity la nostra offerta era rappresentata da appliance realizzate pre-integrando le soluzioni HPE di Software Defined Storage e di virtualizzazione con uno stack di gestione unificato. A livello software, per la parte di hypervisor, questi prodotti utilizzano le tecnologie VMWare e Microsoft, mentre per lo storage software defined abbiamo puntato fin dall’inizio sulla soluzione StoreVirtual VSA, tecnologia acquisita già otto anni fa con il nome di LeftHand. Simplivity di fatto si affianca alla proposta VSA, per differenti target e use cases”.

Quali sono le novità tecnologiche portate dall’ingresso della tecnologia SimpliVity nell’offerta HCI di HPE? “Finora – risponde Cicchirillo – le appliance iperconvergenti sono state adottate dai clienti a supporto di progetti molto specifici, come Virtual Desktop (VDI), oppure la realizzazione di piccoli data center distribuiti in sedi o filiali periferiche (RoBo, Remote Office/Branch Office). La ragione di questa tendenza tecnologica è la facilità con cui i sistemi iperconvergenti si configurano e si installano in ambienti interamente virtualizzati. La decisione di HPE di acquisire SimpliVity – continua Cicchirillo – si inserisce nella nostra volontà di far diventare la tecnologia HCI anche uno strumento per velocizzare e semplificare l’ammodernamento delle aziende verso un IT ibrido”.

Uno dei motivi per cui HPE ha scelto Simplivity è stato lo sviluppo, da parte di questa, di uno stack software defined storage molto innovativo “e unico sul mercato”, precisa Cicchirillo, in grado di scaricare su un hardware dedicato funzionalità di efficienza e accelerazione dei dati, quali la deduplica e la compressione in tempo reale senza compromessi sulle performance, il backup e la recovery delle singole Virtual Machine e la replica di essi su siti remoti a fini di un Disaster Recovery semplice da implementare e con costi molto ridotti, anche per quanto riguarda la connettività WAN.

“La tecnologia SimpliVity – aggiunge Cicchirillo – non va quindi a sostituire, bensì ad arricchire il portfolio hyper-convergence sviluppato e integrato da HPE negli ultimi anni. Grazie alla tecnologia Omnistack di Simplivity, i nostri sistemi integrati potranno offrire un’efficienza storage senza pari con un risparmi fino al 90% di capacità, per indirizzare le esigenze IT sempre più crescenti delle aziende”.

Come noto, uno dei vantaggi delle soluzioni HCI è la possibilità di gestire più appliance che costituiscono un singolo cluster server e storage da un’unica console, garantendo sempre continuità di servizio e aggiornamenti online. Le appliance HPE SimpliVity (basate su server HPE ProLiant) saranno quindi integrate con la piattaforma di gestione HPE OneView, che diventa l’unica Global Dashboard di controllo e monitoraggio infrastrutturale in ambienti IT eterogenei, che vedono già la presenza di tecnologie hardware HPE di natura più tradizionale, evitando di conseguenza strutture a silos e l’apprendimento di nuovi strumenti di gestione.

 

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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