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HPE si focalizza sulla sua anima tecnologica

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Hybrid IT

HPE si focalizza sulla sua anima tecnologica

11 Gen 2018

di Piero Todorovich

“Innovare e focalizzarsi sulle tecnologie che danno valore ai dati”. Questo l’impegno di HPE per il 2018 con il nuovo CEO. I commenti di Stefano Venturi (VP e AD italiano dell’azienda) sulle novità presentate al recente evento Discover di Madrid

In occasione di un recente incontro a Milano, Stefano Venturi, VP e amministratore delegato di HPE Italia, ha voluto commentare l’importanza degli annunci fatti all’evento Discover 2017 di Madrid del novembre scorso (vedi La gestione dell’IT ibrido e “pay per use” nel mirino HPE) come segno di un cambiamento dell’azienda, oggi sempre più focalizzata sulle tecnologie per dare più valore ai dati.

Stefano Venturi

Corporate VP e Amministratore Delegato di Hewlett Packard Enterprise (HPE) in Italia

“A cominciare dall’Intelligent Edge per collezionare ed elaborare i dati alla periferia [Intelligent Edge è una architettura di riferimento per lo sviluppo di soluzioni capaci di analizzare i dati nel luogo in cui vengono generati con vantaggi nella latenza, costi e sicurezza. HPE l’articola in edge di tecnologia operativa, edge IoT ed edge informatici; tra questi gli edge IoT sono oggi i più diffusi] – precisa il manager -, perché le modalità tradizionali di computing non sono più in grado di reggere gli aumenti futuri”. Sul fronte delle tecnologie informatiche per l’industria 4.0 è significativo l’accordo che HPE ha stretto con la multinazionale svizzera ABB: “Una collaborazione che porta l’IT vicino a dove i dati vengono generati e dove si decide cosa far fare alle macchine di produzione”, spiega Venturi, precisando che ci saranno anche altri partner nell’area. La partnership produrrà soluzioni in grado di generare insight da una enorme quantità di dati industriali, allo scopo di aumentare l’efficienza e la flessibilità delle operazioni. Venturi accenna anche all’ultimo grido in fatto d’elaborazione, il progetto The machine, che promette di rivoluzionare l’architettura dei sistemi computer basandosi su una logica single-memory driven dove non ci è più differenza tra lo storage, che contiene i dati, e la Ram, dove sono processati; c’è una memoria unica condivisa da tutte le unità di calcolo, che vi accedono per tutte le operazioni: “Un cambiamento che rende alcuni job molto efficienti, come nel caso delle correlazioni di dati che vengono così velocizzate anche di 10 mila volte”. In attesa della “The machine” HPE ha presentato al Discover il Superdome Flex, un sistema HPC basato su architettura x86 modulare scalabile fino a 48TB di memoria, adatto per le elaborazioni in memory e di real time analytics.

Sul fronte servizi, HPE resta impegnata a guidare attraverso i partner le migrazioni dei clienti verso l’hybrid IT ovvero verso l’integrazione dei sistemi interni aziendali con i servizi erogati in cloud e da terze parti. Sono parte di questo impegno OneSphere sul fronte dei tool di gestione e HPE GreenLake, evoluzione dei servizi HPE Flex Capacity, per assimilare l’economia di gestione dei data center aziendali con quella dei servizi pay per use in cloud. A questo proposito consigliamo la visione della video intervista a Roberta Russo, HPE Pointnext Category Management Lead Southern Europe, realizzata da Digital4Trade, nella quale si illustrano le caratteristiche di HPE GreenLake e il valore aggiunto fornito dai partner, in particolare Tech Data con il quale, spiega Russo “stiamo facendo un importante lavoro di accompagnamento dei reseller e, di riflesso, dei loro clienti, nel journey verso un cloud abilitante il business”.

La sicurezza resta un aspetto importante per HPE. Alla piattaforma server Gen10 che utilizza un sistema di sicurezza che protegge il firmware da manomissioni malevoli, si aggiunge la componente di AI e machine learning per la protezione delle reti dati. HPE IntroSpect analizza i comportamenti degli utenti e decide se sono coerenti, comandando l’apertura e la chiusura delle porte; la soluzione è pensata per rispondere alle esigenze create dalla proliferazione di device mobili e sensori IoT.

Sull’avvicendamento della CEO Meg Whitman con Antonio Neri, esecutivo dal prossimo 1 febbraio, Venturi legge la conferma di una svolta: “La scelta di un manager nato in argentina ma italiano, la cui carriera si è svolta internamente a HP, a partire dal supporto tecnico in Olanda, è il segno che HPE è finalmente tornata a guardare avanti, a fare innovazione tecnologica come è stato fin dalla fondazione”. The machine, intelligent edge, server con protezione del firmware e servizi per l’IT pay-per-use sono, a detta di Venturi, la concreta dimostrazione della capacità di HPE di essere tornata a innovare.

Piero Todorovich
Giornalista

Giornalista professionista dal 91, ha scoperto il Computer negli Anni 80 da studente e se n'è subito innamorato, scegliendo di fare della divulgazione delle tecnologie e dell'informatica la propria professione. Alla passione per la storia delle tecnologie affianca quella per i viaggi e la musica.

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