Hitachi Systems CBT, le direttrici di sviluppo

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Hitachi Systems CBT, le direttrici di sviluppo

Flavio Radice, President of the Board & Ceo dell’azienda racconta a ZeroUno i cambiamenti strategici in corso, dalla focalizzazione sugli analytics all’approccio consulenziale, e l’impulso dato dall’acquisizione dell’italiana Cbt da parte del colosso nipponico

02 Dic 2016

di Arianna Leonardi

MILANO – A un anno e mezzo dall'acquisizione di Cbt da parte di Hitachi Systems Ltd, Hitachi Systems Cbt Spa (330 dipendenti e 55 milioni di fatturato) è diventata l’alfiere in Italia dell'azienda Hitachi focalizzata sui servizi It, per consolidarne il posizionamento nel nostro Paese e ampliare la presenza nei mercati del Vecchio Continente.

L’acquisizione ha determinato un’evoluzione strategica importante, come racconta il President of the Board & Ceo Flavio Radice, in un’intervista esclusiva con ZeroUno: “Da family company – ha dichiarato il top manager – siamo diventati parte di una multinazionale, con il ruolo di catalizzatori dei servizi It di Hitachi Systems in Europa, all’interno di un piano industriale che prevede l’acquisizione di altre realtà locali per aumentare la potenza di fuoco sul mercato”.

Flavio Radice, President of the Board & Ceo Hitachi Systems Cbt

Ed è profondo il cambio di pelle intrapreso dall'azienda che da system integrator tradizionale, molto focalizzato sull'approccio tecnologico, sta estendendo il proprio modello di go to market a una dimensione di advisory. Dice infatti Radice: “Intendiamo proporci come veri e propri consulenti per i percorsi di trasformazione digitale delle aziende. Il focus si sposta così dal prodotto It alla comprensione dell’esigenza di business. Cambiano quindi gli interlocutori: uffici acquisti e personale tecnico senz'altro, ma anche i C-level delle Lob. Dobbiamo necessariamente adottare un linguaggio diverso e un approccio che si avvicina a quello dei grandi gruppi della consulenza, tipo Accenture o Deloitte”.

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Dopo il riassetto organizzativo a seguito dell’acquisizione, Cbt sta lavorando sull’offering: “Hitachi è una società che per la sua dimensione è necessariamente complessa, con un fatturato da 88 miliardi di dollari e un’elevata diversificazione di industry. Tra le aree per noi più strategiche, il gruppo ha a portafoglio soluzioni per la gestione e l'analisi dei big data, fondamentali per la piattaforma IoT (Hitachi Lumada) che la multinazionale sta mettendo a punto. Il target prediletto è il Finance, con opportunità anche nel Retail e nel Manufacturing”.

Sul fronte dell’integrazione tra le due realtà, la software factory Cbt di Bologna oggi viene utilizzata a livello di gruppo per progetti internazionali; la piattaforma WebRainbow per l’information management (che include strumenti per la gestione documentale, soluzioni big data e analytics predittivi) è stata potenziata dalla combinazione con le tecnologie Hitachi, confluendo in un’unica soluzione.

Un altro punto di attenzione per Cbt è l’offerta EasyCloud, una piattaforma che offre soluzioni private, public e hybrid, nelle declinazione IaaS, PaaS, SaaS e DaaS (desktop as a service), con servizi di consulenza e customizzazione. “Con la casa madre – aggiunge Radice – stiamo ragionando su come costruire un service catalogue di componenti ibride all’interno del nostro cloud”.
L’ultima sottolineatura va ai partner tecnologici e commerciali, visti come chiave della trasformazione: “Stiamo stringendo rapporti con società di consulenza, nella prospettiva di avvicinare il nostro business al loro, mentre lasceremo sempre più ai partner il ruolo di system integrator tradizionale”.

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Arianna Leonardi

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