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Fujitsu World Tour 2017: strategie per un futuro più digitale

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Attualità

Fujitsu World Tour 2017: strategie per un futuro più digitale

03 Ago 2017

di Piero Todorovich

Dalla tappa italiana del Fujitsu World Tour, le strategie del gigante giapponese per il mercato italiano. Nel mirino le opportunità create dalla digital transformation negli ambiti dei sistemi data center, servizi e sicurezza

MILANO – La trasformazione digitale sta creando grandi opportunità in Italia. Ne è convinto Bruno Sirletti, Amministratore Delegato di Fujitsu che ha aperto a Milano il Fujitsu World Tour 2017 dedicato alla “Human centric innovation: digital co-creation”, dove co-creation  richiama il ruolo fondamentale dei partner per realizzare gli obiettivi impegnativi che la nuova era digitale pone. A cominciare dai co-sponsor del Tour, Intel, Microsoft, Red Hat, ServiceNow, Suse… ma anche operatori del canale a cui, sempre più, Fujitsu affiderà il compito di portare l’innovazione a livello territoriale, presso piccole e medie imprese italiane. “L’innovazione è ciò che caratterizza Fujitsu – spiega Sirletti – che investe ogni anno il 5% del fatturato in R&D per circa 2 miliardi di euro”.

Bruno Sirletti, presidente e amministratore delegato di Fujitsu Italia, sul palco del Fujitsu World Tour 2017

Un’area centrale d’investimento per Fujitsu è quella dei sistemi e soluzioni per data center. “La trasformazione digitale ha bisogno di server e di storage – ricorda Sirletti – anche se cambia il modello di consumo: un tempo acquistando i sistemi, oggi potendone comprare la potenza in cloud”. La leadership tecnica è quella su cui Fujitsu vuole contare: “Siamo stati tra i primi ad avere sviluppato storage ‘all-flash’ e a rilasciare soluzioni integrate in ‘co creation’ con i partner VMware, Citrix e SAP. – prosegue Sirletti –. Lavoriamo su hyper-converged systems e software defined data center”.

Tra le innovazioni più esclusive, il manager Fujitsu cita il sistema di liquid cooling (raffreddamento basato su liquido che riduce i costi fin del 50% comprendendo il riciclo del calore di scarto rispetto ai sistemi tradizionali raffreddati ad aria), “che consente di abbattere i costi energetici e in fase di introduzione presso clienti italiani”.

I servizi che Fujitsu offre alle aziende

Altra area chiave per Fujitsu Italia sono i servizi. “In due anni d’impegno abbiamo creato un portafoglio completo – continua Sirletti -, dai servizi end-user ai managed services per data center, passando per cloud, hybrid cloud, e la security”. Anche qui Fujistu ha puntato su soluzioni innovative: “Un help desk/service desk che integra canale telefonico, Internet, chat e che sfrutta l’intelligenza artificiale e il deep learning per fare predictive maintenance”. Sulla base di una segnalazione di un problema, il sistema può identificare altri utenti che sono in condizioni simili e quindi risolvere anche i loro guai prima che si manifestino.

Altro settore importante in Italia è quello delle digital solution per le aziende del manifatturiero: “L’impegno governativo nell’innovazione per Industria 4.0 è un’occasione per recuperare un ritardo esistente che ha accompagnato perdite di produttività – spiega Sirletti -. L’Italia è seconda nel manufacturing UE dopo la Germania; l’investimento è necessario per mantenere questa leadership. Vogliamo portare la tecnologia per Industria 4.0 e IoT nelle piccole e medie aziende attraverso il canale”. Il manager Fujitsu cita un’applicazione IoT in fase prototipale presso alcune aziende italiane che fa monitoraggio dei parametri vitali di operai impegnati in ambiti pericolosi, individuando preventivamente le situazioni critiche e inviando allarmi.

I progetti internazionali di digital transformation che cambiano il business

Craig Baty, ‎VP International Marketing Group & Senior Director Digital Business di Fujitsu ha citato alcuni progetti internazionali di digital transformation curati da Fujitsu con i partner. Tra questi, un sistema esperto, basato su tecnologie di intelligenza artificiale, per la diagnostica medica in un ospedale psichiatrico di Madrid: “Ha dimostrato accuratezza pari al 95% nel confronto con un team di 8 psichiatri con 20 anni di esperienza e potrà migliorare l’efficienza nel loro lavoro”. Un altro progetto per la cinese Inesa Group ha nel mirino i sistemi di smart manufacturing. Secondo le valutazioni sul progetto pilota, il sistema ha incrementato la produttività del 25% riducendo del 30% i costi per la gestione delle parti. Una società finlandese ha invece applicato l’IoT alla gestione dei pagamenti nei distributori automatici di carburante riducendo i tempi morti dei clienti alle pompe.

Il Fujitsu World Tour è stato inoltre il battesimo di fuoco per Massimiliano Ferrini, un passato in Symantec/Veritas e Cytrix, dall’inizio di maggio nel team Fujitsu Italia come responsabile dei prodotti: business di valore compreso tra 100-200 milioni di euro all’anno.  “Il mio compito è sviluppare il go-to-market più adatto, l’approccio di prossimità per la media e grande azienda italiana”. Sul fronte prodotti, Fujitsu punta oggi sul canale, facendo formazione, offrendo affiancamento nelle trattative, sviluppando le alleanze con Microsoft, VMware, SaP, Citrix, Veritas e altri. La società intende orientare le vendite verso i prodotti di maggior valore: “Dai Pc alle soluzioni per data center. I prodotti data center hanno una lunga tradizione in Fujitsu: supercomputer, hpc, soluzioni hyper convergenti fino ai comuni server e sono fondamentali per il cloud. In questo ambito non siamo secondi a nessuno in fatto di tecnologia e innovazione. E continueremo ad avere ottimi notebook”, sottolinea Ferrini, non negando però l’intenzione di Fujistu di ricercare sinergie con altri costruttori per i prodotti con minore valore aggiunto. Il rapporto con Lenovo, iniziato otto mesi fa, andrebbe in questa direzione e non verso la vendita a quest’ultima della produzione di Pc, come da mesi i rumors della Rete sostengono.


Sul fronte dei servizi, Fujitsu ha caratterizzato il proprio cloud A5 come strumento d’integrazione tra sistemi cloud di altri vendor: AWS e Azure, in primis. I servizi non sono basati in Italia, ma nei data center in Germania, Spagna, Finlandia e Gran Bretagna. “Li baseremo anche in Italia se ci sarà domanda, anche se non avverrà prima di un paio d’anni”, precisa Sirletti. Ci sono novità sul fronte dei servizi di security: “Stiamo assumendo, in Italia, personale esperto nell’ambito sicurezza per offrire servizi che saranno realizzati in remoto dal SOC center in UK. Potremo sviluppare le soluzioni ad hoc per i clienti già entro quest’anno”, ha precisato Sirletti.

Piero Todorovich
Giornalista

Giornalista professionista dal 91, ha scoperto il Computer negli Anni 80 da studente e se n'è subito innamorato, scegliendo di fare della divulgazione delle tecnologie e dell'informatica la propria professione. Alla passione per la storia delle tecnologie affianca quella per i viaggi e la musica.

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