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Red Hat, l’open source per innovazione e contenimento di costi

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Red Hat, l’open source per innovazione e contenimento di costi

28 Giu 2013

di Riccardo Cervelli

Continui rilasci da parte del vendor open source per i nuovi paradigmi infrastrutturali e applicativi, da cloud ibridi agli open data. E sono sempre di più i progetti mission critical.

MILANO – Terna, per un sistema di monitoraggio del dispacciamento di energia lungo la Rete Nazionale di Trasmissione. Intesa Sanpaolo, per una piattaforma che tiene sotto controllo l’esposizione finanziaria della banca e determina in tempo reale l’effettiva necessità di accantonamento di capitali. Sono solo due esempi di progetti mission-critical basati sulle tecnologie infrastrutturali open-source pacchettizzate, manutenute e corredate da servizi da Red Hat in Italia.

Gianni Anguilletti, country manager di Red Hat

“Le aziende – spiega Gianni Anguilletti, country manager del vendor in Italia nel corso del recente Red Hat Tour– necessitano di più intelligenza per intercettare le nuove opportunità di mercato. In Red Hat siamo convinti che le tecnologie open source, integrate con servizi ingegneristici, siano l’anello di congiunzione giusto fra le nuove esigenze di innovazione e il bisogno di contenimento dei costi”.
Oggi la multinazionale dell’open source propone al mercato un ampio stack di tecnologie open source enterprise.

Arun Oberoi, executive vice president global sales and services di Red Hat

“Red Hat – sottolinea Arun Oberoi, executive vice president global sales and services del vendor – è un’azienda focalizzata sulle tecnologie infrastrutturali. Riteniamo di possedere lo stack funzionale open source più completo presente sul mercato, che copre dal sistema operativo alla virtualizzazione, passando per il middleware, il system management, lo storage, i big data e il cloud. Mentre una parte consistente della nostra organizzazione è dedicata alla Ricerca e Sviluppo”. Solo negli ultimi mesi Red Hat ha immesso sul mercato diverse novità in differenti ambiti dell’offerta. Tra questi spicca il rilascio di un programma Early Adopter di Red Hat OpenStack, una distribuzione enterprise del framework per la creazione e la gestione di cloud Infrastructure-as-a-service gestito dalla OpenStack Foundation. Lo scorso agosto era stata introdotta una prima preview release. In aggiunta, il vendor ha reso disponibile Rdo, una distribuzione OpenStack supportata dalla community che opera sui sistemi Red Hat Enterprise Linux, Fedora e sui loro derivati. Le aziende che optano per questa versione possono scaricare e usufruire gratis di tutte le principali componenti OpenStack e possono confrontarsi e ottenere aiuto all’interno della community openstack.redhat.com; successivamente possono passare alla distribuzione enterprise offerta da Red Hat su sottoscrizione.

Brian Stevens, Cto e vice president di Red Hat

“OpenStack – spiega Brian Stevens, Cto e vice president dell’azienda – rappresenta un esempio di innovazione guidata dalla community e Red Hat ha costruito su questa tecnologia un modello community-to-subscription che ridefinisce l’approccio It da parte delle aziende, soprattutto di quelle più grandi”. I risultati ottenuti negli ultimi anni dal vendor (1,3 miliardi di fatturato nell’anno fiscale 2013 terminato a febbraio, con una crescita del 17% anno su anno; 5.500 dipendenti di cui oltre 50 in Italia), la crescita dell’ecosistema di partner con cui collabora e le case history in contesti mission-critical che si aggiungono anno dopo anno, dimostrano la validità di questo modello.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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