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L’Rfid verso la maturità. Parola di Gartner

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L’Rfid verso la maturità. Parola di Gartner

20 Gen 2006

di Gianni Rusconi

L’anno che si chiude ha mostrato, secondo Gartner, i primi segni tangibili di un’accelerazione nell’adozione delle tecnologie Rfid, prologo alla reale maturità della percezione di queste ultime in seno alle organizzazioni. C’è però ancora una latenza diffusa nella propensione all’utilizzo dell’Rfid in chiave “business process” e quindi saranno necessari adeguamenti normativi per la diffusione su larga scala dell’Rfid a partire dal 2007. In prospettiva, questa la tesi di Gartner, le aziende si concentreranno nello sviluppo di nuove “business applications” per portare l’Rfid al centro dei propri processi.

Le tecnologie a radio frequenza per la trasmissione dati in modalità wireless sono arrivate probabilmente all’anno della verità. A questa conclusione ci si può giungere guardando i dati di sintesi della prima ricerca mirata (lo studio si intitola “Market Share and Forecast: Radio Frequency Identification, Worldwide, 2004-2010”) che Gartner ha dedicato al mercato mondiale dell’Rfid sotto l’aspetto del volume d’affari generato, delle quote dei player in gioco e dell’evoluzione prossima ventura di prodotti e soluzioni. Gli analisti della società americana, infatti, hanno stimato come alla fine del 2005 questo segmento da anni sulla bocca di molti addetti ai lavori quale innovazione a più elevato impatto su specifici processi aziendali (logistica, supply chain, magazzini) abbia raggiunto un fatturato su scala mondiale di oltre 500 milioni di dollari, con una crescita del 39% rispetto al 2004. I dodici mesi da poco andati in archivio, anche grazie all’impulso di segmenti di domanda diversi da quelli considerati elettivi nella prima fase di implementazione di questa tecnologia, sarebbero quindi i primi segni tangibili di quel percorso di accelerazione nell’adozione delle tecnologie Rfid da tempo prospettato e di fatto costituirebbero il prologo alla reale maturità della percezione di queste ultime in seno alle organizzazioni. C’è, rileva però Gartner, ancora una latenza diffusa nella propensione all’utilizzo dell’Rfid in chiave “business process” e quindi saranno necessari una serie di adeguamenti normativi per la diffusione su larga scala dell’Rfid a partire dal 2007. Il 2006, per cui Gartner prevede investimenti in hardware e software dedicati per un valore complessivo di oltre 750 milioni, sarà in definitiva (soprattutto nel corso dell’ultimo trimestre) il momento della svolta: chip, etichette e soluzioni dedicate inizieranno a costituire una voce strategica degli investimenti aziendali per raggiungere nel medio periodo il traguardo dei tre miliardi di dollari di spesa prospettato per il 2010.

Il problema dell’integrazione dei dati
Sotto la lente di ingrandimento di Gartner (che al tema dell’Rfid ha dedicato anche un secondo report, “RFID Enables Sensory Network Strategies to Transform Industries”, che esamina i fattori determinanti l’adozione della tecnologia e il loro impatto nei singoli settori verticali) è finito quindi il futuro prossimo delle soluzioni a radio frequenza e come queste potranno modificare ed evolvere i paradigmi gestionali delle varie industry. Fra i tanti assiomi a cui sono giunti gli analisti uno contempla lo scontato parallelo fra etichette Rfid e codici a barre: l’utilizzo estensivo di questi ultimi nelle grandi catene di distribuzione, a detta di Gartner, non deve indurre a considerare scontata l’adozione dei tag negli stessi ambiti applicativi. Il retail e i beni di consumo non saranno infatti i soli e i principali settori guida, bensì sarà determinante, in modo del tutto trasversale al settore di competenza dell’azienda utente, il riconoscimento del valore di business che le soluzioni Rfid porteranno in dote là dove l’utilizzo dei codici a barre è sconsigliato e poco produttivo.
L’invito che Gartner rivolge a Cio e responsabili di Scm & Logistica è quindi quello di non considerare i tag Rfid quali ideali sostituti dei codici a barre; le due tecnologie coesisteranno e necessiteranno di strumenti tecnologici adatti per abilitare processi adeguati di raccolta, gestione e integrazione dei dati. Per i prossimi cinque/sette anni, spiegano nel dettaglio i ricercatori di Gartner, i classici “bar code” saranno ancora gli strumenti più utilizzati in contesti quali i grandi magazzini di deposito, mentre i tag Rfid avranno una forte diffusione per raccogliere le informazioni da dispositivi mobili in ambienti caotici o poco strutturati dal punto di vista dei processi di business, vedi i centri commerciali o gli ospedali, abilitando evoluti sistemi di engineering e di controllo altrimenti difficilmente realizzabili. Entrando maggiormente nel dettaglio della preventivata incidenza della tecnologia a radio frequenza nei modelli di gestione aziendali, gli analisti hanno altresì evidenziato come in molti casi l’Rfid verrà impiegato in ambienti in cui i processi non sono controllati da una applicazione  software “dominante”. Le aziende, questa la tesi argomentata da Gartner, non cercheranno di integrare i dati Rfid in consolidate applicazioni ma si concentreranno nello sviluppo di nuove “business applications” per portare l’Rfid (e i dati che ne derivano) al centro dei propri processi. Doveroso, quindi, spingere in direzione di un’innovazione focalizzata sui processi che deve però prescindere da una considerazione di fondo: ogni settore contempla e richiede applicazioni Rfid specifiche, impossibile generalizzarne l’adozione. A livello di industrie vertical di riferimento, lo studio di Gartner accredita il mondo del retail e il settore aerospaziale e militare come quelle a con le maggiori opportunità di sfruttare le tecnologie a radio frequenza, mentre sanità, logistica e farmaceutico quelle che adotteranno tag e soluzioni dedicate più velocemente. Quanto al ruolo che giocheranno le terze parti, intese come attori operanti nel campo della logistica e dei trasporti, la realtà rilevata dagli analisti dice che il grado di “conoscenza applicata”  della tecnologia Rfid fra questi operatori è ritenuta ancora immatura, anche perché è venuto (e viene) meno secondo Gartner il concetto di promuovere l’Rfid quale nuovo veicolo sicuro di trasporto dei dati. Lo sviluppo di progetti tendenti a sfruttare l’efficacia dei tag wireless per la trasmissione dati avrà efficacia se ne verrà sfruttata al meglio la propria natura tecnologica intrinseca, è cioè quella di poter automatizzare la raccolta, l’identificazione e la distribuzione di informazioni legate a singoli prodotti. E al di là dei numeri che dovrebbero sancirne l’affermazione, la voce di peso degli investimenti It in ambito aziendale è forse proprio questa, e cioè la corretta percezione delle potenzialità di una tecnologia e delle applicazioni ad essa correlabili, la chiave per fare dell’Rfid una risorsa strategica per evolvere i processi all’insegna degli obiettivi di business

Gianni Rusconi

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