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Lavorare in Lutech dà soddisfazione

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Lavorare in Lutech dà soddisfazione

06 Feb 2006

di Redazione

Partendo dal presupposto che si dà il meglio di sé quando si è soddisfatti di quello che si fa e la propria attività viene adeguatamente valutata, Lutech ha avviato, con il supporto di un’adeguata soluzione informatica, un processo di valutazione e analisi del personale con l’obiettivo principale di far emergere le potenzialità di sviluppo e di prestazione delle risorse umane in azienda

Per Lutech, società di ingegneria e servizi informatici e di telecomunicazioni, la valorizzazione delle risorse umane è un elemento talmente importante da avere addirittura nominato un resource manager, Andrea Trivelli, proprio per svolgere il ruolo di trait d’union tra risorse umane e mercato: “Il mio – spiega Trivelli – è un ruolo particolare; mi occupo infatti specificatamente di verificare come far crescere le risorse, sia in termini di numeri sia in quelli di competenze, e di come modificare i piani di formazione in base al mercato in modo da rendere più dinamico l’impiego delle risorse. È un ruolo definito da poco più di un anno proprio per dare maggior valore alla gestione delle risorse umane”.
La scelta di affidare a Trivelli questo compito deriva proprio dalla sua grande esperienza all’interno dell’azienda e sul mercato; Trivelli è stato infatti uno dei primi ad entrare in Lutech (nel 1999 con il numero di matricola 40 mentre oggi l’azienda ha raggiunto le 400 unità) e nel tempo ha ricoperto diversi incarichi sia di tipo tecnico sia di tipo commerciale. Oggi, per svolgere la propria attività, Trivelli si avvale anche di strumenti informatici in grado di supportarlo nella gestione dei profili, delle potenzialità e delle attitudini delle risorse.
A Trivelli chiediamo, prima di entrare nel merito della sua esperienza, un’opinione sull’ancora limitato utilizzo di tecnologie informatiche al servizio delle risorse umane in Italia: “Effettivamente in Italia l’attenzione all’utilizzo di strumenti informatici è stata minore che altrove, tuttavia negli ultimi anni le abitudini stanno cambiando. Anche il mercato italiano comincia a percepire il valore aggiunto che strumenti informatici specifici possono dare nel valorizzare, motivare e ottimizzare l’utilizzo delle risorse in azienda. L’analisi della rapida crescita di Lutech di questi ultimi anni – ha aggiunto Trivelli, tornando sulla peculiare esperienza della società – ha permesso di individuare, come base del valore competitivo, l’insieme e il flusso di conoscenze che alimentano le competenze distintive. Su queste basi, un’adeguata e attenta politica di gestione delle risorse umane diventa uno degli elementi strategici a sostegno del vantaggio competitivo dell’azienda. Necessario quindi l’utilizzo di uno strumento informatico dinamico e modulare come quello che abbiamo adottato in Lutech e distribuito da Byte Software House: Cezanne. Tale strumento sta assumendo quel ruolo atteso di supporto strategico, sempre maggiore per il vertice aziendale man mano che attiviamo i diversi moduli di cui si compone”.

Una valutazione adeguata
Partendo dal presupposto che si dà il meglio di sé quando si è soddisfatti di quello che si fa e la propria attività viene adeguatamente valutata, Lutech ha così avviato un processo di valutazione e analisi del personale con l’obiettivo principale di far emergere le potenzialità di sviluppo e di prestazione delle risorse umane in azienda: “Il processo di valutazione prevede analisi sia a livello orizzontale, tra colleghi, sia a livello verticale, con responsabili e clienti, e ci consente di effettuare analisi molto precise sulle potenzialità delle persone e dei piani di formazione necessari”.
La forte crescita di cui Lutech è stata protagonista ha indotto l’azienda a cercare, come anticipato da Trivelli, il supporto di una soluzione informatica che consentisse una migliore valutazione delle performance: “Da circa un anno, abbiamo avviato una fase di cambiamento importante per una gestione più attenta delle risorse e dei loro profili oltre a un piano di valutazione delle loro potenzialità e dei risultati raggiunti. Attuare tutto ciò comporta  la necessità di utilizzare uno strumento informatico solido e adeguatamente flessibile da permettere, garantire e supportare la grande attitudine della nostra organizzazione di modificare le proprie caratteristiche per mantenere e migliorare le performance”.
Lo stretto allineamento tra strategia aziendale e valorizzazione delle risorse è fondamentale e “gli investimenti necessari al piano di valorizzazione delle risorse – continua Trivelli – devono portare risultati in linea con la strategia aziendale. Per non tradire le aspettative devono diventare realtà l’attivazione di un processo attento di valutazione delle risorse e l’adozione di un sistema di performance management che permettano di tenere alta la nostra capacità di innovare e di interpretare le opportunità di mercato. Per far questo – aggiunge il manager – i passi da seguire dovrebbero prevedere: una gestione degli obiettivi che ai diversi livelli aziendali devono essere perseguiti; una valutazione dei risultati perseguiti rispetto agli obiettivi concordati; una valutazione dei comportamenti delle risorse sia in orizzontale (con i colleghi) che in verticale (con i responsabili e il cliente). Il risultato di tali valutazioni può innescare dei piani di formazione specifici per adeguare le competenze delle risorse alle richieste del mercato”.

L’impatto sull’organizzazione
Abbiamo infine chiesto a Trivelli, quale impatto ha avuto sull’organizzazione aziendale l’adozione di queste scelte: “Ribadisco ancora che l’attenzione di Lutech alla valorizzazione delle risorse umane non è cosa nuova, ma è un continuum che caratterizza tutta la nostra storia. Quindi non ci siamo dovuti sottoporre a revisioni radicali dei nostri modelli organizzativi e i principali cambiamenti sono stati: la maggior consapevolezza dei ruoli organizzativi (compiti, responsabilità e obiettivi); l’attivazione di processi interni di valutazione e di gestione degli ‘Interventi meritocratici’ secondo leggi più razionali; il terzo cambiamento è stata la definizione di un nuovo ruolo aziendale (che ricopro) di Resource Manager e di Responsabile dell’Accademia di Formazione con il compito di proporre il piano annuale di crescita delle risorse interne, sviluppare i piani di formazione  e monitorare costantemente l’impiego ottimale delle risorse e delle loro competenze”.

Redazione

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