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Infor: “Siamo diversi, proponiamo un Erp meno complesso”

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Infor: “Siamo diversi, proponiamo un Erp meno complesso”

09 Dic 2009

di Riccardo Cervelli

Dalla componentizzazione spinta alle Soa open; dall’enfasi sul sistema unico di information management alle applicazioni “role-based”: tutto è pensato per rendere più “cost-efficient” e “less disruptive” le soluzioni di Infor

MILANO – Oltre 2 miliardi di dollari di fatturato nel 2008 e oltre 8.000 dipendenti nel mondo (più di 600 nel suo quartier generale di Alpharetta, Georgia, Stati Uniti); circa 70 mila clienti, distribuiti in oltre un centinaio di Paesi. Infor (it.infor.com) è uno dei principali fornitori mondiali di business application, insieme a Sap, Oracle, Sage, Microsoft. Nel corso degli ultimi anni, nella sua offerta sono confluite piattaforme di aziende acquisite, quali, per esempio, Baan e Mapics negli Erp, Epiphany nel Crm, Geac nel financial management. Un gigante, quindi.
Con i suoi prodotti Infor abbraccia tutti i sistemi operativi, compreso iSeries (As/400). Come testimonia anche il lancio di un sito di viral marketing (www.downwithbigerp.com), Infor è partita all’attacco dei produttori di grandi piattaforme Erp come Sap e Oracle, colpevoli di imporre ai clienti sistemi monolitici la cui implementazione dura spesso vari anni ed è “disruptive” per il business. E il cui aggiornamento richiede talvolta la sostituzione di grandi parti di software.
Cosa propone di diverso Infor? Lo ha spiegato nel suo keynote a Inforum 2009 (l’edizione annuale della user conference di Infor, per la prima volta organizzata come evento virtuale), Jeff Ralyea, vice president Product Management della società (nella foto).
“La nostra strategia – ha detto Raylea – mira a permettere ai nostri clienti di migliorare e di cambiare il modo in cui gestiscono il business introducendo tanti piccoli nuovi componenti che possono essere integrati con quello che già hanno in casa. L’implementazione di questi componenti – che risolvono problemi cruciali del business o tecnologici – risulta quindi meno invasiva, rischiosa e costosa rispetto a quanto propongono i nostri concorrenti, e può seguire curve di adozione differenziate in funzione di specifici obiettivi di business”.
Negli ultimi dodici mesi, ha sottolineato il responsabile product management di Infor, l’azienda di Alpharetta ha rilasciato 152 update in 63 linee di prodotto. Ha introdotto anche 28 nuove major release ed effettuato 243 nuove traduzioni dei prodotti: “L’inglese – ha affermato Raylea – non è più la lingua standard”.
In parallelo, Infor ha lavorato molto sull’integrazione. “Lo scorso anno – ha detto il top manager – abbiamo parlato molto di Infor Open Soa. Bene, oggi è disponibile per cinque Erp. Per fare un esempio, oggi è possibile integrare Infor Erp Siteline con Infor Asset Management”. Un altro capitolo importante affrontato è quello relativo ai dati e alle applicazioni. Raylea si è soffermato molto sull’importanza per le aziende di avere un unico repository di dati e di connettere ad esso applicazioni che aiutino effettivamente le aziende a capire come sta andando il business e i singoli addetti a svolgere al meglio il proprio lavoro. La prima esigenza è risolta dall’Infor Business Information System (Bis), che permette ai Cio di consolidare tutti i dati oggi residenti su diversi sistemi, di normalizzarli e armonizzarli. “Bis – ha aggiunto Raylea – elimina problemi come il non sapere dove cercare certe informazioni o quali siano più veritiere”. L’esigenza di aiutare gli information worker a svolgere in modo più efficace il proprio lavoro è soddisfatta da applicazioni concepite in ottica “role-based”.  E in questo contesto Infor non pensa solo alle esigenze del singolo addetto, ma anche di chi deve sovraintenderlo. “Spesso i manager non hanno tempo sufficiente per verificare le priorità dei loro dipendenti, che talvolta non le sanno autonomamente identificare”, conclude Raylea. “Grazie a Bis e ad applicazioni di event management, i manager possono essere sicuri che i loro collaboratori dispongano delle informazioni giuste e che svolgano i compiti in quel momento più importanti”.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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