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Ibm Lotus: dal cosa al come

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Ibm Lotus: dal cosa al come

05 Mar 2010

di Giampiero Carli Ballola

Da Lotusphere 2010 programmi, accordi e iniziative per trarre dal confronto con le conoscenze e le esperienze di utenti, partner e sviluppatori, delle soluzioni in grado, tramite le tecnologie Ucc, di potenziare le capacità di relazione umane nel sociale e soprattutto nel lavoro. Nella foto Alistar Rennie, General Manager Lotus Software e Websphere Portal di Ibm SG

ORLANDO – Per la diciassettesima volta consecutiva, che parlando d’informatica vuol dire quasi da sempre, le gigantesche e organizzatissime strutture ricettive di Orlando, in Florida, hanno ospitato l’annuale convention degli utenti, partner e sviluppatori Lotus. Ma la scelta della location è l’unica cosa rimasta di tradizionale in questa Lotusphere 2010, edizione che celebra il ventennale del ‘groupware’, identificato con il lancio di Notes il 7 dicembre 1989. Perché quest’anno molto è cambiato rispetto anche al recente passato. Nella forma e nella sostanza.
Cominciamo dalla forma. In primo luogo, aggirandoci tra la folla delle migliaia di convenuti ci ha colpito, se ci si passa l’espressione, una certa aria di ‘caos organizzato’ dovuta, come abbiamo presto capito, alla preponderante presenza di sviluppatori. Una audience caratterizzata non solo dall’abbigliamento stile ‘informale spinto’ (si sono visti anche i cappellini con l’elica…) amato, soprattutto negli Usa, dalla categoria, ma da una generale libertà di comportamento (centinaia, complice il clima della Florida, le persone sdraiate nei prati alle prese con il loro laptop) che rendeva l’ambiente più simile a un ‘campus’ universitario che a una classica convention Ibm, quale di fatto Lotusphere è. In secondo luogo, in tutte le ‘key session’, quelle rivolte a tutti i convenuti e dove sono stati trattati i temi d’interesse generale, il posto d’onore era riservato a un rappresentante di un’azienda utente, con una vera e propria ‘case history’ alla cui esposizione il manager Lotus (ed erano top manager) faceva in pratica da presentatore e ‘spalla’, commentando con l’utente le motivazioni della scelta e i benefici ottenuti.
Quanto alla sostanza, in questa Lotusphere 2010 si è parlato poco e in modo piuttosto generale di visione di mercato, fattori di sviluppo e strategie d’offerta, mentre si è parlato molto e molto in dettaglio (più di 300 sessioni in cinque giorni, domenica compresa) di come tradurre le tecnologie di comunicazione e collaborazione disponibili in soluzioni capaci, come ha detto Alistair Rennie, General Manager Lotus Software e Websphere Portal di Ibm SG, “di identificare ed eliminare i gap di comunicazione e collaborazione di una qualsiasi organizzazione in modo da potenziare le capacità dell’elemento umano”. Un potenziamento, ha precisato Rennie, che non significa solo più efficienza e produttività sul lavoro, ma: “si pone al servizio degli interessi personali e delle relazioni sociali”.
In estrema sintesi, l’impressione che abbiamo tratto da Lotusphere 2010 è quella di un evento rivolto a rispondere a questo problema: “Abbiamo una gran tecnologia, vediamo insieme che se ne può fare per il business e per la società”. Una questione fondamentale per la strategia di ogni fornitore It, ma che nel nostro caso viene posta con una parola in più, anzi due, che ne indirizzano la risposta. La prima parola-chiave è ‘insieme’. La relazione con i partner è fondamentale; è grazie alla stretta collaborazione tra questi e Ibm che possono essere studiate e sviluppate soluzioni applicative, basate su Lotus, rispondenti alle nuove esigenze del mercato. Di tali applicazioni a Orlando ne sono state presentate decine. Solo le più avanzate, frutto degli Innovation Lab (iniziativa della R&s Ibm  a supporto dei progetti dei partner) erano una ventina, dall’analisi comparata di testi e immagini alla visualizzazione e gestione dei blog e delle comunità online. La seconda parola chiave è ‘società’. Perché si è capito che la rivoluzione della Ucc, la comunicazione e collaborazione unificata, non può che partire dal basso, da utenti che applicano al lavoro strumenti e modalità apprese e attuate nella sfera del sociale. Questo Microsoft l’ha capito subito (è, come si dice, nel suo Dna); Ibm-Lotus ci è arrivata un po’ dopo, ma nella conquista del sociale l’avere una tecnologia aperta è un vantaggio formidabile. A patto, e qui torniamo al ruolo degli sviluppatori, di saperla applicare.

La tecnologia c’è: che farne? E come?
Coerentemente a un evento rivolto al ‘come fare’ gli annunci di Lotusphere 2010 non hanno riguardato tanto prodotti e soluzioni, quanto programmi e iniziative. Vediamo le più significative per le imprese utenti.
Il programma LotusLive, lanciato un anno fa per costruire un insieme di servizi di social networking e collaborazione fruibili in modalità ‘cloud’, è stato potenziato tramite un team di R&D Ibm dedicato (che punta soprattutto a garantire alle soluzioni una sicurezza di classe ‘enterprise’) e l’apertura a nuovi partner. I primi frutti di tale programma, presentati in anteprima a Orlando, sono: Slide Library, soluzione per creare e condividere le presentazioni; Collaborative Recorded Meetings, un servizio che registra e trascrive in tempo reale discorsi e presentazioni in modo che si possa archiviare e recuperare quanto è stato detto e mostrato, ed Event Maps, strumento per visualizzare e gestire in modo interattivo i programmi di eventi complessi e articolati (sarebbe stato utile a Lotusphere…). A questi si aggiunge Composer, tool per costruire mashup LotusLive combinandone i vari servizi. Nei prossimi mesi è atteso un nuovo editor web-based per creare, distribuire e condividere documenti (testi e spreadsheet) e presentazioni. Quanto all’apertura alle terze parti, nel 2010 Ibm realizzerà delle Api verso i servizi LotusLive che saranno disponibili per qualsiasi business partner. Alcuni presentavano già delle soluzioni, come Skype, che offre comunicazione voce e video integrata con LotusLive Contacts.
Molto importante, a nostro parere, anche la Collaboration Agenda, che si può definire un’iniziativa tramite la quale Ibm si impegna a fare in modo che le imprese possano ricavare dalle tecnologie di collaboration i migliori risultati ai fini del business. In pratica, si tratta di raccogliere le expertise maturate dagli utenti Ibm nei vari settori d’industria, dalle analisi di fattività alla gestione dei progetti e agli strumenti tecnologici sviluppati, per ridistribuirle in forma di best practices e di soluzioni predefinite in grado di ricavare dal miglioramento del livello d’interazione tra le persone un ritorno che sia concreto e misurabile. Tra i primi settori oggetto degli sforzi dei team Ibm troviamo banche e assicurazioni, sanità e pubblica amministrazione.
Dato, infine, l’attuale dominio dei device mobili nelle comunicazioni, non poteva mancare un’intensificazione degli sforzi Lotus (che già ha aperto le applicazioni Notes su iPhone e ha un client Notes Traveler per Android) in tal senso. Ecco quindi l’annuncio dell’accordo con Rim (Research In Motion, peraltro già partner Ibm da tempo) per una nuova versione del client Blackberry per Lotus Connections e, soprattutto, della disponibilità, sempre su Blackberry, di Lotus Quickr, ambiente di collaborazione per la gestione, archiviazione e condivisione di contenuti di ogni genere a livello personale e di gruppo che permette di organizzare le operazioni secondo le preferenze degli utenti tramite mini-applicazioni costruibili direttamente dall’utente finale.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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