Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Eldor: intuizione, management e tecnologie Ict

pittogramma Zerouno

Eldor: intuizione, management e tecnologie Ict

05 Apr 2006

di Gianni Rusconi

Nata come classica piccola azienda di produzione industriale, in dieci anni acquisisce un ruolo di leadership nel proprio settore, per poi cambiare completamente rotta quando comprende che è necessaria una radicale trasformazione. Il tutto all’insegna dell’innovazione, con un ruolo centrale dell’It

Propensione all’innovazione: averla nel Dna aziendale, ancor più che nella ragione sociale, è forse il “segreto” dell’ascesa senza soste che ha contraddistinto negli ultimi 20 anni Eldor Innovazione una società che, sfruttando le intuizioni del proprio fondatore, ha cavalcato il mercato della componentistica elettronica fino ad arrivare fra i primi produttori europei nel segmento specifico degli avvolti per monitor e televisori a tubo catodico. Società che tre anni or sono ha completamente cambiato strategia focalizzando le proprie attenzioni verso un settore per altro già “frequentato” da vicino, quello dell’automotive. Pasquale Forte, tuttora presidente di Eldor Innovazione, è l’uomo che della società comasca è mentore e stratega (oltre che maggiore azionista).
Prima di entrare nel merito di come una media azienda italiana ha saputo rinnovare processi e modelli organizzativi vediamo da dove nasceva l’esigenza di cambiamento: “La cessione della divisione consumer, quella dei componenti avvolti – ha precisato quindi Forte – non è stata dettata da ragioni finanziarie, perché l’azienda produceva redditività: semplicemente era giunto il momento di orientarsi a un mercato diverso perché il ciclo di vita dei nostri prodotti era esaurito con l’ascesa inarrestabile degli schermi Lcd. Pensare di intervenire drasticamente sulle risorse esistenti per servire questa nuova industry era impensabile, quindi è stato naturale virare strategicamente verso un mercato che già conoscevamo, competitivo sì ma sostenibile, protetto dall’avanzata cinese per gli alti livelli di qualità e affidabilità richiesti”. Un mercato in cui Eldor si è già fatta strada iscrivendo nel portfolio dei propri clienti colossi come il Gruppo Volkswagen (con i marchi Audi, Seat e Skoda), ricevendo commesse da Ferrari e discutendo di progetti ad ampio respiro con Siemens, Bosch, Renault, Ford e Fiat. Presentandosi da tutti con un biglietto da visita arricchito da oltre 30 brevetti depositati.

Un change management a più "facce"
Come hanno gestito in Eldor la crescita e l’internazionalizzazione (anche produttiva) dell’azienda? Come è riuscita e come riuscirà la società a competere sul mercato globale? Quali i modelli e le figure di management a cui è ricorsa? E quale il supporto cercato e trovato nelle tecnologie informatiche? Domande che ZeroUno ha girato al numero uno di Eldor avendone per risposta concetti e regole operative. “La volontà e la capacità di innovare si manifesta a vari livelli: lo sviluppo dei nuovi prodotti – ha spiegato Forte – nasce da un’attenta analisi della concorrenza, dei suoi punti deboli. Le strategie, e quindi l’organizzare, il gestire, lo sviluppare e il migliorare mezzi, risorse e disponibilità per raggiungere l’obiettivo prefissato, si fondano sull’analisi delle informazioni raccolte in azienda e sul mercato: con una buona base di dati aggregati si riduce il rischio decisionale e si migliorano i risultati”. Dati che nella visione gestionale voluta dal numero uno di Eldor devono essere raccolti e condivisi da e fra le varie aree operative (planning & produzione, R&D, acquisti & logistica, Finanza & controllo, marketing & vendite) che compongono l’organizzazione aziendale; da qui si evince l’importanza della funzione di ogni singolo manager “di reparto”, chiamato a sposare, condividere e valorizzare un modello “one man centric” che si fonda sulla grande autonomia operativa dei manager stessi nel condurre le strategie definite dalla direzione. Diversi, facile intuirlo, i parametri messi sotto quotidiana osservazione per rendere concreta la filosofia aziendale di cui sopra; alla voce strategie di business, per esempio, l’obiettivo perseguito da Forte è quello di comprendere, quale primo passo, “le dinamiche dello scenario di mercato in cui si opera, cui deve far seguito una pragmatica volontà di non essere solo produttore ma di ambire al ruolo di fornitore di sistemi, creando in proprio, come nel nostro caso, soluzioni e progetti, hardware e software”.
Il capitolo risorse umane, tornando alla relazione esistente fra la direzione e l’organizzazione nel suo complesso, è forse quello che sta più a cuore a Forte: “Il fattore primario per eccellere sono le motivazioni che offre l’ambiente in cui si lavora. Le competenze, invece, sono le chiavi per una gestione evoluta dell’impresa attraverso modelli avanzati: una volta selezionate e portate in impresa vanno valorizzate attraverso funzioni e compiti di management “day by day” volte al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Al Ceo, invece, spettano le scelte strategiche a cinque anni, e quindi la messa in opera di una visione che fa leva su progettazione, pianificazione e gestione sistemica delle risorse”.

Il ruolo dell’It a supporto di un’organizzazione “standardizzata”
L’utilizzo dell’IT come strumento strategico segna quindi un altro punto a favore di Eldor Innovazione. “Il sistema informativo – ha sottolineato con enfasi Forte – è indubbiamente il sistema nervoso centrale di un’azienda: evolverlo e modellarlo è un grande cambiamento e il cambiamento, accettato da tutti se porta benefici, deve essere gestito dall’alto. Serve una visione integrata e globale dell’intera attività per sfruttare al meglio le potenzialità delle tecnologie informatiche: il responsabile Edp opera sui processi sotto l’aspetto tecnico, la direzione ne determina l’evoluzione strategica. Avere, come abbiamo in Eldor, un sistema Sap attivo in tutte le sedi operative che abilita funzioni Erp, di Business Intelligence, di Crm e di project management in modo integrato non basta se lo stesso non è debitamente completato da una personalizzazione fatta ad hoc internamente. Un’azienda innovativa è tale se sa costruire in autonomia un sistema informativo che, sfruttando piattaforme standard, possa rispondere in tutto e per tutto alle proprie esigenze operative e gestionali. Siamo il system integrator di noi stessi: anni fa abbiamo sviluppato Elsi, Eldor Sistema Informativo, un sistema gestionale interno per gestire la produzione e il magazzino in ambiente As/400; oggi stiamo lavorando a un cruscotto digitale che fungerà da interfaccia accessibile a tutti gli addetti, uno strumento per abilitare quella che si può definire un modello avanzato di organizzazione standardizzata”.


UNA STORIA DI SUCCESSO
Eldor Innovazione è una realtà che nasce a metà anni ’70 a Orsenigo, poco lontano da Como. La tipologia di questa impresa è quella della classica piccola azienda artigiana attiva nel campo dell’elettronica industriale. In un solo decennio diventa il primo produttore italiano di componenti avvolti su ferrite servendo i principali produttori di Tv e di monitor industriali. Nei successivi 10 anni amplia il proprio raggio d’azione alla robotica (progettando e costruendo internamente tutte le nuove linee di produzione automatiche), ai terminali mobili (siglando una joint venture con Nokia in Finlandia) e all’automotive (con clienti come Magneti Marelli) e arriva a duellare ad armi pari sullo scenario internazionale con colossi quali Philips e Orega-Thomson aprendo unità produttive in Slovacchia e Turchia e attivando relazioni commerciali in tutto il mondo. Il 2002 è infine l’anno della svolta. Consolidato il ruolo di primo produttore in Europa nei componenti avvolti (con il 71% di quota di mercato), Eldor mette in atto un piano di riconversione totale della propria attività: gli asset della divisione che produce e vende componenti per il mercato consumer (Tv in particolare) viene ceduta per 85 milioni di dollari all’americana Pulse e inizia, sulla base di competenze ed esperienze già consolidate, l’avventura a pieno titolo nel settore dell’automotive. (G.R.)

Gianni Rusconi

Articolo 1 di 5