Capital budgeting: cos’è e quali software per valutare la finanza aziendale

Capital budgeting: cos’è e quali tool software adottare per valutare la sostenibilità economico-finanziaria di un’azienda

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Capital budgeting: cos’è e quali tool software adottare per valutare la sostenibilità economico-finanziaria di un’azienda

Attraverso il capital budgeting il management di un’azienda può decidere se vale la pena di fare un investimento con quanto ha in conto capitale. Esistono diversi metodi per fare questa valutazione e le nuove tecnologie rendono i tool software molto veloci nell’effettuarla.

28 Ott 2020

di Marta Abba'

Il decidere di compiere un nuovo investimento richiede alle imprese un attento esame del contesto e delle opportunità, una precisa risk analisys e una strategia che suggerisca come meglio far fruttare il proprio capitale. Per il management di un’azienda è essenziale avere gli strumenti per fare una valutazione il più concreta e attendibile possibile, con metodi che giustifichino la scelta fatta agli occhi di azionisti ed eventuali investitori. È in questo contesto che si inserisce il capital budgeting, un processo che affianca il management nelle decisioni di investimento supportandole in modo fondato, “matematicamente” fondato. Si va oltre al risk management perché l’obiettivo non è solo quello di comprendere e gestire rischi, bensì quello di creare valore per gli azionisti.

Che cos’è il capital budgeting, il significato nell’ambito della finanza aziendale

In finanza aziendale con la definizione capital budgeting si indicano tutte le metodologie che servono per verificare se gli investimenti di lungo periodo valgono il costo iniziale richiesto. L’acquisto o la sostituzione di un impianto, la creazione di nuovi prodotti, l’avvio di un progetto di ricerca: sono tutte situazioni in cui, di fronte ad un’opportunità, ci si chiede “se ne vale la pena”. E la risposta viene fornita dai capital budgeting tools, strumenti che permettono di decidere quanto spendere in conto capitale e/o quali nuove attività acquisire.

In italiano spesso questo termine viene erroneamente tradotto “pianificazione degli investimenti” non tenendo conto del fatto che la definizione di capital budgeting rientra nel processo aziendale non solo di pianificazione ma anche di controllo e ne costituisce il sottoinsieme relativo alla spesa in conto capitale. È una tecnica complessa ma che permette alle aziende di affrontare i cambiamenti non giocando in difesa, come avviene con la risk analisys e il risk management, ma andando anche all’attacco per far aumentare il proprio valore agli occhi di azionisti e finanziatori.

Fonti di finanziamento

Prima conoscere i differenti capital budgeting tools è importante precisare che i progetti eventualmente avvallati saranno finanziati con il denaro in eccesso fornito attraverso la raccolta di capitale di debito o di capitale proprio, oppure con l’utilizzo di utili non distribuiti.

Classificazione dei progetti

Grazie al capital budgeting è possibile classificare tutti i progetti di investimento. Una volta effettuata la risk analysis per appurare che siano a parità di rischio, si ordinano rispetto all’indice di redditività per poi implementare i più meritevoli fino all’esaurirsi del capitale preventivato. È importante anche comprendere se sono progetti indipendenti o mutualmente esclusivi ovvero che non possono essere accettati contemporaneamente, spesso per ragioni di budget, logistiche o strategiche.

I principali metodi per valutare la sostenibilità di un investimento

VAN sta per valore attuale netto, in inglese VNP, e TIR sta per tasso interno di rendimento, in inglese IRR. Sono due delle metodologie più utilizzate per il capital budgeting e sono entrambe basate sui flussi incrementali (costituiti dalla differenza tra flussi di cassa in presenza e in assenza del progetto). Non hanno la medesima efficacia e nemmeno lo stesso campo di applicabilità ma sono strettamente collegati, ora vedremo come.

Metodo del valore attuale netto (VAN)

Il VAN fornisce un criterio oggettivo per decidere se intraprendere un progetto, sapendo che gli azionisti devono ottenere un rendimento aderente al profilo di rischio e i finanziatori devono essere remunerati a condizioni di mercato. Se il VAN è positivo, il progetto crea più valore di altri a parità di rischio e può quindi essere intrapreso, se è negativo è meglio ripiegare sulle alternative, se è nullo significa che offre un rendimento esattamente in linea con quello di attività comparabili.

Per calcolare il VAN si effettua la sommatoria dei valori attuali dei flussi di cassa operativi che un progetto può generare in un orizzonte temporale dato, ma considerati al momento della valutazione stessa. Va quindi compiuto un processo di attualizzazione per stimare il valore di una stessa somma ad una data di valutazione antecedente a quella/e in cui essa verrà incassata. Di solito come tasso di attualizzazione si usa il costo medio ponderato del capitale (WACC) ovvero la media (ponderata) del rendimento richiesto dagli azionisti e della remunerazione da riconoscere ai finanziatori in termini di interessi sul debito.

Metodo del tasso interno di rendimento (TIR)

Il TIR, definito come il tasso di attualizzazione per cui il VAN di un progetto è pari a zero, permette di determinare in maniera scientifica il tasso di rendimento effettivo di un progetto di investimento e di valutarne la convenienza rispetto a progetti che la risk analysis ha indicato come comparabili. Non va confuso con il WACC che è lo standard di redditività utilizzato per calcolare il VAN, anzi, per valutare un progetto è necessario confrontare proprio questi due valori e se il TIR risulta superiore significa che è conveniente.

Perché il VAN è meglio del TIR

Il TIR mostra delle pesanti limitazioni che lo rendono applicabile solo in un numero limitato di casi. Tre sono le principali situazioni in cui non è possibile farlo. Quando il VAN di un progetto è sempre negativo, ad esempio, quindi quando ad un investimento iniziale segue dopo un anno un’entrata e poi una uscita di cassa. Oppure quando i flussi di cassa cambiano segno 2 o più volte perché si ottengono ben due valori che rendono il VAN pari a zero. Il terzo e ultimo caso in cui il metodo del TIR fallisce è quando non c’è un valore univoco di WACC perché il costo del capitale usato nel modello di attualizzazione non è fisso. In tutte e tre le situazioni il metodo VAN è sempre utilizzabile.

Capital budgeting tool per “casi particolari”

Esistono numerosi altri metodi per valutare investimenti, alcuni più accurati ma complessi, altri meno accurati ma efficaci in alcune specifiche situazioni. Ecco spiegati i tool più utili e quando lo sono.

Capital budgeting tool per tempi incerti

In momenti di particolare incertezza, il metodo più adatto è quello delle opzioni reali, definite come il diritto senza alcun obbligo di conseguire un vantaggio legato ad una opportunità in contesti ricchi di incognite. Questo metodo premia la gestione efficace delle attese poiché, nel valutare un progetto, considera anche minacce e opportunità, attribuendo un ruolo attivo al management che, con le proprie scelte di azione o di attesa, può influenzare l’esito della valutazione di un progetto.

Capital Budgeting tool per colli di bottiglia

Quando in un’azienda c’è un collo di bottiglia, ovvero una risorsa che richiede molto più tempo di altre nelle operazioni, i metodi finora visti falliscono perché considerano le proposte di investimento singolarmente, senza tener conto dell’impatto sull’intero sistema in tutte le sue parti. In questi casi si applica la “throughput analysis” basata sulle variazioni incrementali della produzione che considera l’azienda un unico sistema e suggerisce di dare priorità ai progetti che aumentano il “flusso” proprio attraverso il collo di bottiglia.

Capital Budgeting tool per budget limitati

Se una azienda ha pochi fondi da investire, desidera sapere quanto velocemente è possibile recuperarli. L’analisi del ritorno dell’investimento (Payback Period Analysis) calcola proprio questo ma non è tra le più accurate poiché non tiene conto del costo di opportunità o del tasso di rendimento che si potrebbe ottenere se non si scegliesse di portare avanti il progetto.

Capital Budgeting tool per confrontare progetti

Quando si confrontano progetti di investimento con una durata di vita non uniforme si utilizza il metodo del costo annuo equivalente (Equivalent Annual Cost) che calcola il costo per anno di possedere e gestire una risorsa per tutta la sua durata di vita. E’ applicabile solo per progetti con lo stesso profilo di rischio, però, e non è particolarmente preciso perché suppone che ogni progetto sarà sostituito da un progetto identico.

Budgeting tool software: addio foglio di calcolo

Alla base di ogni successo aziendale c’è il budgeting e il mondo della tecnologia propone numerosi strumenti finanziari al management che non ha più scuse per continuare ad utilizzare i fogli di calcolo, nel 90% dei casi pieni di errori. Negli ultimi anni c’è stata una rapida evoluzione dei budgeting tool software, complice l’ondata di nuove tecnologie quali ad esempio l’AI, per affinare le analisi previsionali, ed il cloud per abbattere i costi. Le aziende che non dispongono delle infrastrutture e del personale IT per gestire la complessità di prodotti on-permise, infatti, oggi hanno a disposizione comode e performanti soluzioni SaaS. Grandi passi avanti sono stati fatti anche nella UX sempre più snella ed intuitiva.

Come scegliere l’opzione giusta

Nella selezione del tool software proprio la semplicità di utilizzo gioca un ruolo importante perché se un’interfaccia è semplice da usare, non richiede figure specializzate e questo si traduce in un risparmio di tempo e di risorse umane. Ci sono software che su una eccellente UX, hanno puntato molto anche sulla visualizzazione, consentendo di rappresentare il livello di sostenibilità di un’azienda o di un progetto in modo immediato attraverso elementi grafici o cruscotti che forniscono una rapida panoramica delle performance finanziarie.

Dal punto di vista più tecnico, si può valutare la tipologia di analisi che viene effettuata mirando a tool software che utilizzano avanzati metodi di previsione basati sull’uso di AI e machine learning, includendo anche dati non finanziari ma magari decisivi per valutare un’opportunità di investimento.

Un’altra comodità da ricercare nel software di budgeting è la possibilità di gestire l’intera azienda tutta in un unico sistema. Combinando gli strumenti per risk analysis e risk management al CRM e alla gestione dei progetti, si ha un solo efficace strumento con cui pianificare e fare previsioni sul budget, effettuare analisi finanziarie, automatizzare i servizi di fatturazione e generare cruscotti con i principali KPI.

Data la velocità con cui le nuove tecnologie trasformano le performance dei software sul mercato, è poi sempre meglio assicurarsi che il proprio fornitore rilasci aggiornamenti con la frequenza di almeno due mesi, per avere la garanzia che il software acquistato sia sempre all’avanguardia.

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Marta Abba'

Giornalista

Laureata in Fisica e giornalista, per scrivere di tecnologia, ambiente e innovazione, applica il metodo scientifico. Dopo una gavetta realizzata spaziando tra cronaca politica e nera, si è appassionata alle startup realizzando uno speciale mensile per una agenzia di stampa. Da questa esperienza è passata a occuparsi di tematiche legate a innovazione, sostenibilità, nuove tecnologie e fintech con la stessa appassionata e genuina curiosità con cui, nei laboratori universitari, ha affrontato gli esperimenti scientifici.

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