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Avanade: “Contestual epiphanies” per sedurre i clienti retail

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Avanade: “Contestual epiphanies” per sedurre i clienti retail

23 Mar 2015

di Valentina Bucci

Come in tanti altri settori, anche per il mondo retail alla vendita del prodotto si sta sempre più affiancando quella del servizio: solo se si effettua questo passaggio è possibile costruire un’esperienza d’acquisto capace di ingaggiare e fidelizzare il cliente, creando quelle che Avanade, durante la recente conferenza stampa che ha dedicato al tema del “connected retail”, ha chiamato “Contestual epiphanies”.

MILANO – Alla conferenza stampa recentemente organizzata da Avanade, azienda fornitrice di servizi tecnologici aziendali nata da una alleanza tra Accenture e Microsoft, si è parlato del “Connected Retail”. Per raccontare come l’azienda si sta muovendo per supportare il settore della vendita al dettaglio nel percorso di digitalizzazione che lo coinvolge, è intervenuta Stefania Filippone, Senior Director e Business Development Consumer Goods e Retail di Avanade Italy: “È ormai chiaro che la promozione ‘one to many’ è insufficiente; è necessario porre al centro la persona, i suoi gusti, le sue esigenze” ha detto la Senior Director, supportata dai dati di una recente ricerca Accenture, secondo cui il 73% dei consumatori preferisce acquistare da rivenditori che utilizzano i propri dati personali al fine di creare una migliore e più personalizzata esperienza. “Per ingaggiare il cliente – ha quindi aggiunto Filippone – è necessario evolvere dalla vendita del prodotto a quella del servizio: sono i servizi che ‘attivano’ i marchi”. Servizi di che tipo?

Stefania Filippone – Senior Director e Business Development Consumer Goods e Retail, Avanade Italia

Offerta e domanda si incontrano, si conoscono
Lo scopo finale è creare quelle che Avanade chiama “contestual epiphanies”: eventi durante i quali offerta e domanda si incontrano; l’azienda riesce a cogliere i bisogni del consumatore in un dato momento, ovunque si trovi e al contempo è in grado di offrirgli un servizio personalizzato, di semplice e piacevole fruizione, che lo predispone all’acquisto. Perché questo sia possibile si dovrà, da un lato, investire in analytics per capire come si stanno spostando i profili dei consumatori, dall’altro integrare fortemente on line e negozio fisico: un’altra ricerca Accenture ricorda infatti che per l’89% dei consumatori il punto vendita rappresenta ancora il canale più facile per completare un acquisto.
Alcune demo hanno chiarito come la soluzione modulare che Avanade propone, Connected Retail, basata sulla piattaforma Microsoft Dynamics Ax 2012 per la vendita al dettaglio, possa aiutare le aziende in questo percorso di trasformazione, arricchendo l’esperienza del cliente nel negozio fisico, abilitando vendite e servizi omni-canale integrati e lavorando su un digital marketing personalizzato sugli utenti: applicazioni che all’avvicinarsi del cliente nello store descrivono ai commessi i suoi gusti, la sua storia di consumatore, una vetrina “intelligente” che permette di trasferire sul proprio device informazioni relative agli oggetti esposti, app da salvare e poter visualizzare a casa una wishing list creata in un negozio fisico e molto altro. Non possiamo infine non citare il fascinoso “magic mirror”, capace di ricostruire l’immagine tridimensionale del cliente e, attraverso questo “avatar”, consentirgli di provare virtualmente lo stesso capo indossato in un altro colore, o addirittura un accessorio non presente in negozio. Un’esperienza di shopping fuori dall’ordinario, che potrebbe aprire nuove possibilità non solo di vendita, ma anche di risparmio (si pensi in particolare alla potenziale riduzione della capacità dei magazzini fisici, almeno in parte rimpiazzabili con capi virtuali).

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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