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Il lavoro ibrido secondo Jabra: da riunione virtuale a esperienza di collaborazione

La tecnologia audio e video al centro delle nuove dinamiche del lavoro ibrido per creare esperienze di collaborazione stabili ed efficaci

Pubblicato il 11 Ott 2023

lavoro ibrido secondo Jabra

Tra smart working e lavoro in presenza a vincere è il lavoro ibrido. E se il ritorno in ufficio è inevitabile e per molti aspetti auspicabile, c’è sempre qualcuno che interagisce da una postazione remota.

Oggi, in Italia, il 70% dei meeting avviene a distanza o in modalità ibrida. Di questi, più della metà ha una durata tra il 10% e il 75% del tempo lavorativo.

Questi dati fanno parte della ricerca globale che Jabra, il marchio di origine danese, ha realizzato per individuare lo stato delle riunioni nel lavoro ibrido e di cui si è parlato durante il recente Tech Meet tenuto, dall’azienda, a Milano.

Al centro del dibattito e con i dati del report “Hybrid Ways of Working” alla mano, la tecnologia video legata alle nuove dinamiche di lavoro ibrido, le barriere e i modelli da affrontare per garantire una collaborazione efficace e coinvolgente per tutti, dipendenti, manager IT ed executive.

lavoro ibrido i dati
Fonte: Jabra Hybrid Ways of Working 2023 Italy Report

Riunioni virtuali, inclusione e lavoro multigenerazionale

Cosa caratterizza la buona riuscita di una riunione quando parte delle persone sono a distanza? Secondo i dati della ricerca condotta da Jabra, il primo elemento è l’inclusione.

Il 34% delle persone si sente tagliata fuori dalle discussioni durante le riunioni virtuali. Uno dei fattori che più influisce sull’inclusione (o esclusione) è l’età, con un dato decisamente inaspettato. A sentirsi maggiormente esclusi sono infatti i più giovani.

Il 17% della Generazione Z dice di sentirsi spesso in difficoltà e disagio durante un meeting virtuale rispetto a un ridotto 5% di Boomers. I giovanissimi compaiono in maggioranza anche tra i più riluttanti a tenere la videocamera accesa quando intervengono da remoto.

Se è vero che sono nativi digitali, nel mondo del lavoro i più giovani sono anche i meno esperti. Eppure, il 64% dei dipendenti afferma che poter vedere e ascoltare i propri colleghi rende più facile fidarsi di loro e collaborare.

Secondo i risultati della ricerca, in questo nuovo contesto di lavoro tanto ibrido quanto in evoluzione, si deve tener ben conto delle dinamiche intergenerazionali. In questo senso, occorre mettere in campo delle linee guida e formare, in particolare, i meno esperti e più vulnerabili. La tecnologia è centrale per creare una cultura delle riunioni più inclusiva quando aiuta tutti a partecipare nel modo più congeniale per ognuno. E l’azienda ne guadagna in produttività.

Protagonisti diversi, esigenze diverse

Il 48% dei lavoratori fa abitualmente riunioni ibride. Ma, come afferma Luca Barbarossa, Regional Product Marketing Manager EMEA South di Jabra: “Non tutte le riunioni sono uguali, così come sono diversi i protagonisti e le esigenze. Gli impiegati ricercano negli strumenti di collaborazione la semplicità, mentre i responsabili IT vogliono soluzioni stabili e sicure che funzionino nel tempo. Infine, la dirigenza cerca soluzioni performanti e veloci, dove far emergere la professionalità”.

Mentre gli uffici si organizzano per allestire sale per riunioni condivise (in Italia, secondo il report, il 32% non sono ancora adeguatamente attrezzate) c’è chi dichiara di non sentirsi a proprio agio con la tecnologia fornita rispetto all’utilizzare il proprio laptop. E, ancora una volta, sono i più giovani a sentire la pressione maggiore.

“Attrezzarsi non è più sufficiente, occorre trovare soluzioni in grado di soddisfare tutti. In questa direzione, vanno le nostre soluzioni per sale riunioni autonome e completamente attrezzate o Byod e Byom, dove le persone utilizzano un device personale per interagire durante la riunione” spiega Luca Barbarossa.

Le opportunità del mercato della videoconferenza secondo Jabra

Jabra aveva già lanciato durante l’Integrated Systems Europe (ISE) di Barcellona, l’ultimo sistema audio video, il PanaCast 50 Video Bar dotato di un’unità di elaborazione autonoma. Una collaborazione rinnovata tra Microsoft e Jabra per ottimizzare la piattaforma e utilizzare Microsoft Teams Room basato su Android Open Source Project (AOSP).

In collaborazione con Microsoft, Jabra ha, poi, introdotto nuovi aggiornamenti alla sua ultima soluzione, tra cui Microsoft IntelliFrame sia per ampliare i flussi video che introdurre funzionalità di riconoscimento facciale e vocale.

Queste nuove funzionalità supportano gli strumenti dell’AI di nuova generazione di Microsoft, tra cui il riepilogo intelligente delle riunioni tramite Copilot, in Teams Premium.

Certificate per funzionare anche tramite Zoom oltre che Teams, sono, come abbiamo visto, soluzioni flessibili poiché permettono di accedere dal proprio device e utilizzare altre piattaforme di comunicazione (UC) e naturalmente, avere a disposizione i propri dati.

Lavoro ibrido: velocità, ambiente sano e meno distrazioni

Il passo di Jabra verso l’obiettivo di offrire un’esperienza di videoconferenza wireless fluida è anche il risultato della collaborazione con Barco, l’azienda belga la cui soluzione plug and play, ClickShare Conference, si collega alla PanaCast 50, allo Jabra speack e al display. “L’integrazione in pieno approccio BYOM (Bring Your Own Meeting) consente ai partecipanti di utilizzare il proprio dispositivo per interagire con l’hardware già presente nella stanza, in velocità” sottolinea Barbarossa.

Lo stesso manager sottolinea anche come l’ultima soluzione Jabra si rivolga ad aziende anche di dimensioni più piccole, mettendo a disposizione la telecamera e i sensori attrezzati con intelligenza artificiale per eliminare le “parti di distrazione come possono essere figure esterne alla riunione; i sensori ambientali per monitorare la qualità dell’aria all’interno della stanza in tempo reale. “Tutte le soluzioni possono essere aggiornate per durare nel tempo esattamente come un buon vino” conclude Luca Barbarossa.

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