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La Blockchain a garanzia di qualità e territorialità del vino Placido Volpone

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La Blockchain a garanzia di qualità e territorialità del vino Placido Volpone

04 Apr 2018

di Redazione

Ecco un esempio di applicazione della Blockchain, l’esperienza della Placido Volpone, l’azienda vitivinicola che unisce le famiglie del noto attore Michele Placido e di Domenico Volpone e porta avanti in Italia e non solo la cultura del vino

Qualità e territorialità garantite con la tecnologia Wine Blockchain EY: succede nell’azienda vitivinicola Placido Volpone. L’innovazione tecnologica in questione, basata su tecnologia Blockchain, è stata sviluppata da EY Italia in collaborazione con EZLAB ed è in grado di garantire attraverso un QR code univoco la tracciabilità della filiera di produzione e della trasformazione dei prodotti agricoli, consentendo di certificarne, appunto, la qualità e la territorialità, la provenienza e la filiera, assicurando così la massima trasparenza e autenticità al consumatore.

La soluzione è resa ancora più innovativa dalla recente introduzione di un’etichetta anticontraffazione a supporto dei processi di verifica dell’autenticità del prodotto sui mercati internazionali, volta a contrastare le perdite nel settore che oggi ammontano a 10 Mln.€. Un’ulteriore valorizzazione del prodotto Made in Italy della Placido Volpone.

Michele Placido, attore di fama internazionale, ha raccontato come è nato questo progetto che vede due famiglie e due generazioni a confronto, non solo i padri Michele Placido e Domenico Volpone, ma anche i figli Violante, Michelangelo, Brenno e Gabriele Placido, Antonia, Rocco, Michele Camilla e Gerardo Volpone, in un progetto sospeso tra tradizione e innovazione.

Una stretta di mano tra due famiglie, una stretta di mano tra uomini e il loro territorio d’origine, tra la terra e i suoi mirabili frutti. Una promessa d’amicizia e di valorizzazione del territorio che è diventato un’azienda e da qui l’investimento in un prodotto, che storicamente in Italia è sinonimo di cultura, come il vino, e la decisione di “condividerlo”. Condividerlo non più solo tra le famiglie ma destinandolo a varcare i confini del territorio.

Redazione

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