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Dubbi sul Software defined networking, le risposte di Forrester ad alcune domande chiave

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Networking

Dubbi sul Software defined networking, le risposte di Forrester ad alcune domande chiave

18 Ott 2017

di Giorgio Fusari

Prendendo spunto da uno studio Forrester che si pone l’obiettivo di rispondere alle più comuni domande relative all’Sdn è possibile capire quale valore questa tecnologia può generare e soprattutto come implementarla

Come la tecnologia software-defined networking (SDN) può aiutare a risolvere i problemi di rete? Gli stessi responsabili del networking spesso non hanno ben chiari i vantaggi riconducibili all’adozione di tale tecnologia, o per lo meno, questo è ciò che ha scoperto Forrester in un sondaggio a cui ha fatto seguito la realizzazione di un interessante documento di sintesi (intitolato Q&A: Six Common Questions About Software-Defined Networking) che analizza alcune domande chiave individuate dalla società di ricerche su SDN.

Per inciso, Forrester ha sottolineato che questa è l’unica tecnologia enterprise in grado di risolvere le vere sfide che i team dei reparti I&O (network infrastructure and operations) aziendali si trovano ad affrontare ogni giorno. Tipicamente, questi utenti desiderano comprendere il concetto SDN, il suo valore, e dove può funzionare.

L’importanza del Software Defined Networking

La realtà è che le infrastrutture di rete attuali stentano a soddisfare i requisiti dei moderni business digitali. E Forrester cita recenti esempi: da Google, a United Airlines, a Southwest Airlines, ad altre società costrette a interrompere i propri servizi e attività di business a causa di malfunzionamenti dei router. Per rispondere a queste sfide, il mercato ha dispiegato una varietà di soluzioni per sopperire alle lacune manifestate dalle reti attuali, in termini di flessibilità, programmabilità, automazione e capacità di servire diversi utenti (multitenancy). Soluzioni che spaziano da SDN a NFV (network functions virtualization), alla concatenazione di servizi di rete (service chaining), alle tecnologie fabric. Tuttavia, fra queste, SDN mantiene una posizione preminente fra gli interrogativi degli addetti ai lavori nel networking. In aggiunta, le sei comuni domande poste dagli utenti indicano che molte imprese sono ancora molto lontane dal riuscire effettivamente e trarre valore da SDN.

Lo studio di Forrester riprende le domande tipiche che gli utenti si pongono su questi temi:

  1. Come posso usare SDN per risolvere i problemi di rete?
  2. Come posso implementare SDN?
  3. SDN sarà in grado di ridurre gli investimenti in networking?
  4. Quale vendor fornisce la soluzione SDN migliore?
  5. Siamo indietro sull’adozione di SDN?

1. Come posso usare SDN per risolvere i problemi di rete?

Forrester risponde che SDN non è indirizzata a risolvere specifici problemi di rete, ma piuttosto rappresenta un meccanismo di supporto per modificare il modo in cui le reti operano e servono il business. I professionisti I&O dovrebbero quindi utilizzare il modello VNI (Virtual Network Infrastructure) di Forrester, basato su cinque principi fondamentali (figura 1) per comprendere meglio come SDN possa cambiare l’infrastruttura di rete, per allinearla alla strategia a alle iniziative di business .

Figura 1 – I cinque principi per la rete di prossima generazione: Virtual Network Infrastructure – fonte: Forrester

2. Come si può implementare SDN?

Le aziende che desiderano implementare la propria SDN, o sfruttare la soluzione di un provider, in entrambi i casi resteranno deluse dai risultati, solo parziali, ritiene Forrester, perché il reale valore di questa tecnologia non sta banalmente nell’implementazione di alcuni elementi della stessa, ma in un approccio olistico al networking come sistema dinamico, con servizi interconnessi nell’ambito dell’intera organizzazione.

SDN si pone dunque come uno dei molti componenti nelle reti di prossima generazione, mentre quello di VNI è un concetto più ampio, costruito su una strategia di rete per il business che intreccia una multitudine di soluzioni emergenti, protocolli e architetture, inclusa SDN.

Il fatto poi che il 57% dei rispondenti a un recente sondaggio di Forrester descriva SDN come un router o uno switch software, o un altro componente di rete, fa capire quanto SDN venga assimilata alla tecnologia NFV, che tuttavia non è un termine intercambiabile. È dunque necessario che i professionisti I&O chiariscano le idee sulle differenti tecnologie emergenti, tra cui, appunto, NFV, service chaining, SDN e soluzioni fabric.

Figura 2 – I professionisti del networking e delle telecomunicazioni non hanno le idee chiare su SDN – fonte, Forrester

Vi sono poi operatori di telecomunicazioni, come AT&T, Deutsche Telekom, NTT ed altri, che affermano di fornire servizi SDN: qui, però, avverte Forrester, i team I&O dovrebbero comprendere che tali operatori non consentiranno loro di programmare e orchestrare l’infrastruttura del provider, ma, fondamentalmente, solo di regolarne la banda con maggior facilità. E questo per chiarire la differenza rispetto a quanto ci si aspetta di fare con una convenzionale soluzione SDN.

3. SDN sarà in grado di ridurre gli investimenti in networking?

In un primo tempo diversi esperti del settore e vendor avevano sostenuto che SDN avrebbe fatto risparmiare alle aziende denaro sui costi dell’hardware, sfruttando la possibilità di usare gli apparati switch ‘white box’, ossia quegli switch ‘non di marca’, costruiti con componenti di larga diffusione (commodity, ’off-the-shelf’), e non con chip ASIC (application-specific integrate circuit) custom di tipo proprietario. Ma da allora questa opinione ha perso consistenza, nota Forrester, nel momento in cui molti hanno compreso che i costi dell’hardware non pesano tanto quanto l’onere sulle imprese generato dalla mancanza di agilità e flessibilità della rete, necessaria per supportare cloud, virtualizzazione, mobilità, applicazioni IoT (Internet of Things) e trasformazione digitale del business. In aggiunta, in una propria ricerca, la società di analisi indica come vi sia ormai una minima differenza, nei costi hardware, tra prodotti dei vendor di punta e white box switch.

Nel tempo, con l’evoluzione delle infrastrutture, i costi dell’hardware potrebbero conservarsi flat, ma ciò non avverrà per gli investimenti in software, che cresceranno.

Da un lato, utilizzando più strumenti di automazione e orchestrazione integrati nelle soluzioni SDN, i team I&O possono incrementare l’efficienza operativa e fare di più con lo stesso personale. Ma, allo stesso tempo, devono considerare che i costi dell’hardware resteranno pressoché costanti; che i dispositivi fisici, gli switch e router che connettono uffici remoti, server e altri dispositivi, non diminuiranno, e sarà compito del software rendere le operazioni più efficienti e l’infrastruttura molto più flessibile. Secondo Forrester, i team I&O dovrebbero quindi pianificare un incremento dei capex nel networking di oltre il 50%, per compensare la necessità di software aggiuntivo, come controller, e strumenti di orchestrazione e monitoraggio della rete.

L’altro aspetto, spesso non oggetto di attenzione nelle presentazioni di SDN, ma da considerare, avverte la società di ricerche, è quanto costa alle organizzazioni implementare anche solo qualcosa della tecnologia di rete di prossima generazione. Uno degli esempi portati da Forrester è quello di Google, a cui sono serviti più di otto anni per sfruttare SDN nelle proprie WAN tra data center, e investimenti vicini ai 10 miliardi di dollari.

Oggi le soluzioni SDN indirizzano solo parzialmente le esigenze di networking dell’infrastruttura IT aziendale

4. Quale vendor fornisce la soluzione SDN migliore?

Farsi questa domanda è sbagliato, perché oggi l’obiettivo è realizzare un’infrastruttura fabric agile e flessibile, che permei tutta l’organizzazione: ma, allo stato attuale, una soluzione SDN in grado di coprire l’intera infrastruttura di rete ancora non esiste. Le soluzioni SDN odierne, infatti, automatizzano e orchestrano soltanto determinati segmenti di rete, indirizzando, ad esempio, la rete locale del data center (DC LAN), la WAN (wide-area network) tra filiali o il cloud ibrido, per la gestione di link tra piattaforme cloud.

In secondo luogo, anche le interfacce, o le interazioni, tra le quattro differenti architetture SDN che Forrester distingue (decoupled architecture; distributed intelligence architecture; overlay architecture; hybrid architectures) risultano minime o inesistenti. Infine, i fornitori di telecomunicazioni, per i servizi di gestione delle WAN, non stanno fornendo alle imprese la possibilità di manipolare il backbone del provider, attraverso l’uso di API (application programming interface). In questo scenario, Forrester suggerisce ai professionisti I&O non di attendere la maturazione di SDN, ma di cominciare a sperimentare, sul versante WAN, l’utilizzo di soluzioni SDN basate su rete overlay

5. Siamo indietro sull’adozione di SDN?

Molti utenti sono preoccupati che i loro team siano indietro sull’adozione di SDN. Ma un insieme di sondaggi e inchieste indica che molti team I&O hanno soltanto cominciato questo percorso di trasformazione della rete. E poiché, come sostiene Forrester sulla base degli studi effettuati, una tecnologia SDN in grado di coprire l’intera infrastruttura di rete non sarà pronta per le imprese per altri cinque anni, tali team potranno usare questo tempo per prepararsi ad attuare il completo cambiamento (nell’architettura della rete, nelle operation, e nella ‘forma mentis’) necessario per accogliere davvero questo nuovo paradigma di networking.

Giorgio Fusari
Giornalista

Nel settore giornalistico dal 1989, Giorgio Fusari negli anni ha collaborato per numerose pubblicazioni nel panorama tecnologico e ICT italiano, tra cui la rivista NetworkWorld Italia (gruppo IDG); il settimanale di tecnologia @alfa, del quotidiano Il Sole 24 Ore, la testata Linea EDP. Dal 2012 collabora con il gruppo Digital360 e in particolare con ZeroUno. Tra le aree di maggior specializzazione di Giorgio, il crescente universo dei servizi cloud, il networking, le tecnologie di cybersecurity.

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