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SaaS generation: domanda e offerta a confronto

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SaaS generation: domanda e offerta a confronto

04 Nov 2008

di Nicoletta Boldrini

Dagli Asp al software fornito come servizio. Da una decina d’anni le applicazioni via web hanno generato un nuovo modello d’offerta che sembra interessare moltissimo le aziende di tutto il mondo, sia di grandi che di medio piccole dimensioni. Di fatto, il modello di proposta sta cambiando il modo di utilizzare i pc, le applicazioni e di fare business. E le aziende dell’offerta stanno correndo per adeguarsi

In un recente report di McKinsey sul Software as a Service (SaaS) si legge: “La disponibilità in rete di un’applicazione è un sogno di vecchia data per molti vendor e Cio. Il concetto è semplice e invitante: anziché acquistare la licenza d’uso di un’applicazione come un Erp o un Crm installando sul proprio server o Pc il software, si utilizza l’applicazione via Web, senza alcuna installazione software che risiede presso il vendor che ha sviluppato o che distribuisce tale soluzione, offrendo all’utente una maggiore flessibilità nel cambio del fornitore e, forse, qualche mal di testa in meno per il mantenimento e la gestione delle applicazioni”.
La spiegazione è semplice e nota ai più ma quello che è importante sottolineare è il cambiamento del modello di business (sia per l’offerta che da parte della domanda) che sta insito in questo nuovo modo di fruire di un’applicazione. Per moltissimi anni i tradizionali software vendor (cioè coloro che vendono licenze d’uso e “packaged software”, spesso insieme a lunghi contratti di mantenimento) sono riusciti a “tenere testa” ai competitors che offrivano alle aziende la possibilità di utilizzare le applicazioni come servizio attraverso una serie di servizi It competitivi (per esempio, la gestione delle applicazioni e delle licenze). Oggi, però, è tempo che i vendor tradizionali si adeguino ai cambiamenti per non rischiare di perdere le privilegiate posizioni attenute fin qui. È un dato di fatto, confermato da trend di mercato e dagli analisti più autorevoli, che il modello di fruizione del software come servizio sta diffondendosi velocemente imponendo ai fornitori un nuovo sforzo nel proprio modello propositivo. Secondo le previsioni e i dati Idc, nel 2009 il 10% del mercato dell’enterprise software migrerà al modello SaaS che è entrato a pieno titolo nelle priorità dell’agenda dei Cio (secondo l’analisi di McKinsey). Negli Stati Uniti, siamo infatti già al trend che vede una nuova fase del modello SaaS; gli analisti parlano di SaaS 3.0 per inquadrare il momento storico in cui anche le grandi aziende scelgono un nuovo approccio all’utilizzo delle applicazioni, imponendo ai grandi vendor un enorme sforzo di adeguamento e una nuova “corsa competitiva”. Le grandi aziende necessitano di adeguamenti, modifiche, personalizzazioni delle applicazioni e queste esigenze si mantengono anche nel passaggio all’uso delle soluzioni via Web. Non basta “predisporre” l’offerta di applicazioni in modo che possa essere proposta come servizio; è necessario rivedere il proprio modello di go-to-market delineando un ecosistema di Isv, consulenti e partner che oggi più che mai diventa fondamentale.

Verso l’application virtualization
“Il Software as a Service inteso come cambiamento, come momento di transizione da una modalità ad un’altra di fruizione delle applicazioni, lo sta vivendo più la domanda che l’offerta e per le aziende utenti rappresenta una sorta di passaggio intermedio tra Application Service Provisioning e quello che noi chiamiamo Application Virtualization (ossia applicazioni disponibili a richiesta su qualsiasi computer, senza necessità di installazione del software, ndr)”, dice Antonio Romano (nella foto), direttore generale per l’Italia e per la regione Iberica di Idc. “Il trend dominante dei prossimi 5 anni continuerà ad essere la virtualizzazione – prosegue Romano – trend che oggi vede la focalizzazione sulla virtualizzazione dell’ambiente server ma che sempre più si sposterà verso desktop e applicazioni (le soluzioni di virtualizzazione delle applicazioni consentiranno di separare il sistema operativo dalle applicazioni che lo utilizzano; sarà così possibile separare anche l’interfaccia utente dell’applicazione dal computer fisico su cui tale applicazione viene eseguita, rendendo possibile eseguire un’applicazione da una posizione, per esempio, e controllarla da un’altra). Il concetto di Software as a Service andrà quindi sempre più integrandosi con quello di virtualizzazione (quando arriveremo alla reale virtualizzazione delle applicazioni, queste potranno essere eseguite e fruite anche come servizio). La magnitudo di questo cambio di paradigma è molto significativa in quanto comporterà, a mio avviso, un nuovo modo di concepire le applicazioni dove a fare da traino sarà proprio la virtualizzazione come strategia: Il Software as a Service ne rappresenta un possibile modello di fruizione”.

È la domanda che guida il mercato
“Il trend legato all’Application Virtualization nasce dal basso, dalla domanda degli utenti che, secondo le nostre indagini, mostrano un grado di soddisfazione legato alla virtualizzazione in genere pari al 90%”, dice Romano. “La domanda guida quindi anche il modello di offerta, in questo caso il SaaS. Ad oggi l’offerta conta un numero limitato di operatori in grado di soddisfare i trend di richieste da parte delle aziende utenti. Ci sono aree che si sono sviluppate maggiormente e che trovano buoni risultati nella scelta del modello SaaS, come per esempio i gestionali Crm, ma ne esistono altrettante ancora molto lontane (se parliamo di Erp vediamo che solo alcune funzionalità trovano successo nel modello SaaS; l’adozione di un intero Erp come servizio via Web deve ancora maturare dal punto di vista dell’offerta)”.

Quali aree di maggior successo?
“Per cercare di fare una fotografia reale e attuale del mercato legato all’offerta del software come servizio, Gartner ha svolto un’analisi che ha visto coinvolti più di 20 ricercatori e analisti a cui ha chiesto di commentare la condizione del SaaS nel proprio campo di ricerca”, spiega Robert Desisto (nella foto), research vice president di Gartner. “I risultati mostrano una concreta vista delle differenti aree in cui questo modello sta affermandosi e ne confermano la rapida crescita. La crescita più significativa avverrà nel segmento del Customer Service e del Contact Center per il quale stimiamo un aumento di nuovi “desktop agent” gestiti via SaaS del 25% annuo fino al 2012”, dice Desisto.
Interessante e in aumento, secondo Gartner, anche l’area del Sales Incentive Compensation Management [applicazioni di gestione dei compensi che consentono di automatizzare i processi legati agli incentivi dei venditori, collegandoli agli obiettivi dell’azienda e quindi consentendo di valutare velocemente se un agente “merita” tali incentivi o meno e in che misura-ndr] che nel modello SaaS può trovare valore grazie alla rapidità e alla dinamicità con cui è possibile fruire della soluzione. “Anche la parte delle applicazioni e-mail [per esempio Outlook di Microsof-ndr] crescerà moltissimo – prosegue Desisto -. Il grado di penetrazione del modello SaaS in quest’area, soprattutto a livello Enterprise è ancora piuttosto basso ma nei prossimi 5 anni assisteremo ad un’ondata positiva guidata dalla revisione delle strategie It di lungo termine che riguarderanno anche la scelta delle applicazioni e-mail”.
“Crescite consistenti sono previste anche nelle aree del marketing e della pubblicità. Aree che imporranno all’offerta uno sforzo maggiore nella proposta di soluzioni efficaci e mature tecnologicamente”, dice Desisto.
In crescita secondo Gartner anche le aree della gestione delle risorse umane e della gestione della supply chain.

Erp: offerta immatura e limitata a qualche funzionalità
“L’Erp offerto come servizio sta lentamente superando le resistenze che, fino ad oggi, si registravano sia da parte dell’offerta che della domanda – spiega Desisto –, ma le applicazioni Erp come SaaS per le grandi aziende sono ancora acerbe e agli utenti si riescono a fornire solo alcune limitate funzionalità. La maturità in quest’area è ancora lontana e le aziende dovrebbero considerare una scelta di questo tipo solo se effettivamente rappresenta un’alternativa credibile e valida al sistema tradizionale proposto fino ad oggi”.
Minimi impatti e scarsa crescita, per ora, anche nelle aree del Business Process Management e delle applicazioni finanziarie, secondo l’analisi di Gartner.

Nuova forza contrattuale per le aziende
Ma il grande potere che sta dietro il modello del SaaS è il cambiamento dei processi evolutivi e degli equilibri tra domanda ed offerta. Abbiamo detto che gli analisti concordano nel ritenere che, oggi, a guidare il mercato sia la domanda con le sue esigenze e con le sue richieste di adeguamento rivolte all’offerta. Esigenze e richieste che impattano direttamente sul rapporto con il fornitore che si riporta, dopo anni di indiscusso dominio delle politiche dell’offerta, su una bilancia più equilibrata. E il SaaS rinforza questo equilibrio. Grazie al modello SaaS, infatti, le aziende utenti hanno una forza contrattuale maggiore data dal fatto che risulta più semplice cambiare fornitore, nonché controllarlo e valutarlo attraverso Sla e clausole contrattuali che offrono all’utente un potere negoziale maggiore rispetto al passato.

Le prime 20 società SaaS quotate al Nasdaq (classifica del 10 ottobre 2008. Fonte: SaaS in Italy)
(Cliccare sull’immagine per visualizzarla correttamente)

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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