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Pradac: un cloud hub per le applicazioni business

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Pradac: un cloud hub per le applicazioni business

02 Mag 2013

di Arianna Leonardi

Si rivolge a Pmi e Pa la soluzione Fully di Pradac informatica: un hub per l’utilizzo di applicazioni as a service, che si configura come un vero e proprio cloud broker system disponibile sia per gli utenti che intendono fruire delle applicazioni in questa modalità sia per quei vendor che ancora non hanno un’offerta cloud.

Sapersi oggi districare nella gestione di soluzioni multivendor, riuscendo a cogliere appieno le opportunità offerte dal cloud, non è impresa facile. Soprattutto se si è piccoli e non si hanno al proprio interno le risorse necessarie per una corretta migrazione verso l’It as-a-service.
Una risposta a questo problema diffuso, che sposa le esigenze di Pmi e Pubblica amministrazione locale, arriva dal Veneto e nasce dall’intuito di giovani ricercatori italiani:  si chiama Fully ed è un hub online di applicazioni business, che, attraverso un meccanismo di single sign-on, garantisce un accesso anytime – anywhere ai dati e ai software aziendali, permettendo la condivisione degli asset tra colleghi e filiali dentro e fuori l’ambiente di lavoro, anche in mobilità. Ad avere implementato la piattaforma, proponendola all’interno di un’offerta commerciale basata sul modello Saas, è Pradac Informatica, azienda It con un proprio centro di ricerca e sviluppo a Venezia, sede principale a Roma e altri tre uffici in Italia, per un totale di 250 persone tra dipendenti e collaboratori.
“Lasciamo molto spazio alla capacità propositiva dei nostri sviluppatori – sottolinea Gabriele Prati, Amministratore Delegato della società -: Fully, infatti, è stato interamente concepito e realizzato all’interno del nostro laboratorio”.
Ma quali sono le caratteristiche principali del sistema di Pradac? Innanzitutto, la semplicità di gestione e utilizzo. “Fully è pronto all’uso e non necessita di installazione né formazione – dice Prati -. Grazie all’interfaccia grafica a finestre, funziona come i più comuni sistemi operativi”.
Il sistema garantisce un alto livello di interoperabilità, integrando applicazioni web-based di terze parti e facendole interagire con le applicazioni già presenti in azienda. “Anche in caso di soluzioni non predisposte nativamente per un utilizzo online – dichiara Prati – attraverso un collegamento iframe [ovvero, le informazioni vengono fruite come un elemento interno alla pagina web e non esterno, ndr], Fully consente la consultazione da remoto dei dati che risiedono sull’applicativo. La nostra tecnologia risulta vantaggiosa non solo per l’utente finale, ma anche per i vendor che vogliono abilitare i propri software all’ambiente cloud”.
La sicurezza è tra gli altri punti di forza della soluzione e viene garantita attraverso un metodo esclusivo, lo sharding: “Oltre ai comuni procedimenti di crittografia – precisa Prati -, Fully è dotato di un sistema che scompone i dati in file da 16Kb ciascuno, li ripartisce e li conserva in luoghi diversi della nuvola, permettendo solo all’utente identificato tramite le proprie credenziali d’accesso di recuperare i singoli elementi in modalità aggregata e quindi di visualizzare l’intero documento di lavoro”. Nel dettaglio, il meccanismo viene supportato da Mongo, il sistema opensource di database management non relazionale, e i dati vengono replicati su tre data center diversi per localizzazione geografica (i servizi offerti da Pradac si appoggiano ai server di Amazon e Aruba), a tutto vantaggio della continuità del servizio. Fully si acquista attraverso il servizio di e-commerce del portale fullyhub.com, dove è possibile scegliere il pacchetto di servizi desiderato. “L’offerta base – ha specificato Prati – parte da un minimo di 5 euro al mese e include le componenti applicative di office automation, 1Gb di spazio per la posta elettronica e 1Gb di file storage. Ovviamente si possono personalizzare le applicazioni da inserire nel pacchetto, sempre a fronte del pagamento di un canone mensile. Anche se Fully nasce per funzionare in public cloud, può essere implementato all’interno di un private cloud, ma in questo caso il cliente dovrà farsi carico dei costi di implementazione e manutenzione dell’infrastruttura, che invece vengono a sparire con la nostra offerta tipica”.
Tra i mercati di riferimento per il nuovo hub, Pradac ha individuato, oltre agli enti pubblici, gli studi professionali, in particolare notarili o legali, data la forte esigenza di lavorare in mobilità, e gli istituti assicurativi, che devono rendere le informazioni sempre disponibili ad agenti e filiali.

Arianna Leonardi

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