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Portafoglio Servizi Cloud: su quali tecnologie puntare?

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Portafoglio Servizi Cloud: su quali tecnologie puntare?

10 Mag 2010

di Rinaldo Marcandalli

Qual è il livello di maturità delle diverse tecnologie cloud? È dalla risposta a questa domanda che occorre partire per identificare i servizi IT che possono essere fruiti, oggi, a breve o a più lungo termine, tramite la "nuvola". Partendo dall’Hype Cycle di Gartner per i servizi cloud, l’articolo identifica le tecnologie che promettono, in un arco temporale che va da 2 a 5 anni, benefici moderati, alti o trasformativi.

Per identificare su quali servizi cloud puntare, converrà partire dall’esame delle tecnologie cloud ragionevolmente mature (a meno di 2 anni dall’adozione mainstream), e poi di quante  raggiungeranno la maturità in un periodo tra i 2 e i 5 anni. E almeno familiarizzarsi con quelle che sono ancora fondamentalmente a livello nascente. Facciamoci guidare dallo Hype Cycle per i servizi cloud (luglio 2009) di Gartner, figura 1; e scegliamo di  concentrarci soprattutto sulle tecnologie che, nei primi due archi temporali, promettono benefici “trasformativi”, o alti, vedi figura 2.

Figura 1 – L’Hype Cycle dei servizi cloud
(cliccare sull’immagine per visualizzarla correttamente)


Figura 2 – Distanza temporale dei servizi cloud dal mainstream
(cliccare sull’immagine per visualizzarla correttamente)

Ci sono due eccezioni: Grid Computing (calcolatori co-gestiti da più di un’organizzazione internamente o esternamente per realizzare grandi elaborazioni, con una penetrazione del target potenziale tra il 5 e 20%), e Salesforce.com (il Saas oggi di gran lunga più popolare, con penetrazione dal 20 al 50% del target). Per il resto stiamo parlano di servizi cloud tutti con un mainstream oltre i 48 mesi da luglio 2009, quindi non prima di settembre 2011. Ma di tecnologie cloud ne vedremo adottare a 2-5 anni una ventina: il 2010 dovrebbe essere almeno l’anno di pianificazione se non di sperimentazione con un pilota. Per le sei tecnologie cloud “trasformative”, e le otto con benefici “elevati”, guardiamo agli impatti (di business ed organizzativo) e ai target di penetrazione attesi, condensati nelle tabelle 1 e 2, elaborate da fonte Gartner.

Tabelle 1 e 2 – Cloud computing: i benefici trasformativi e attesi
(cliccare sulle immagini per visualizzarle correttamente)

“Trascuriamo” le sei tecnologie con benefici attesi “moderati”, anche perché ormai abbastanza intuitive: Cloud Service Management Tools (1% di target audience),  Cloud-Based E-Mail Services, per esempio il classico Gmail (da 1 a 5%), Enterprise Portals as a Service portale d’impresa erogato via SaaS a più aziende clienti con la stessa architettura multitenant (da 1 a 5%), Security Services (da 1 a 5%), IT Infrastructure Utility, infrastruttura It aperta, flessibile, predisegnata e standardizzata disponibile on demand (da 5 a 20%), Saas (da 5 a 20%).
Ma guardiamo invece a una (unica) tecnologia cloud a 5-10 anni: la Business Process Utility (beneficio moderato, 5 a 20%), solo per il suo valore in prospettiva. Consiste nel provisioning di servizi di process management, naturalmente standardizzati e configurabili, basati su piattaforma uno a molti, contratti a tariffa per transazione e minimo mensile. Un’opportunità per processi simili in organizzazioni diverse come Hr e ufficio acquisti e un potenziale interessante per alcuni settori come Pal, banche cooperative, o ospedali.

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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