Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Il modello Infrastructure-to-Application di Hp e Microsoft

pittogramma Zerouno

Il modello Infrastructure-to-Application di Hp e Microsoft

02 Feb 2010

di Rinaldo Marcandalli

Steve Ballmer, Ceo di Microsoft (nella foto) e Mark Hurd, Ceo di Hp, in videoconferenza da Redmond e da Palo Alto, annunciano un accordo triennale: investiranno 250 milioni di dollari per "armonizzare" infrastrutture e applicazioni con un unico modello di delivery e con un disegno comune di ingegnerizzazione, test, formazione dei servizi professionali e rilascio ai Partner dei rispettivi prodotti. Obiettivo: creare lo “stack tecnologico più integrato” che esista per il cloud computing. E semplificare gli ambienti tecnologici per ogni dimensione di business

Milano – Non cercatelo più da Oracle o Ibm: lo stack tecnologico più integrato nell’industria, con soluzioni di management e virtualizzazione “dall’infrastruttura all’applicazione”, lo fornisce Hp-Microsoft, il cartello tra “la più grande compagnia tecnologica e il fornitore di software n° 1 al mondo”. Soprattutto se avete in mente il cloud computing, privato o pubblico. Parola di Mark Hurd (nella foto sotto), Chairman e Ceo di Hp. È un forte co-marketing, cui fa eco, con stile più sommesso, Steve Ballmer, Ceo di Microsoft : “Se è di Microsoft la soluzione best of breed per virtualizzare e gestire un data center in ambiente Microsoft, Hp è leader negli ambienti eterogenei”. I due super manager, in video conferenza da Redmond e da Palo Alto, si rifanno alle radici su cui è maturato questo modello di delivery congiunta: “La storia di eccellenti relazioni nel tempo fra le due società e i 25 anni che Mark e io ci conosciamo”, dice Ballmer. “E i recenti incontri, culminati nella decisione di aprile 2009 di allinearci su tutte le fasce dell’Enterprise Business, da Large a Small, e di allinearvi i team di ingegneri e di marketing e servizi globali, in collaborazione con un front-end di 32.000 partner di canale, in un numero di Paesi superiore ad ogni altro fornitore”, aggiunge Hurd. Obbiettivo strategico: assicurare che i clienti siano pronti per il cloud; per cui capisaldi del modello infrastructure to application sono la piattaforma Windows Azure, l’offerta di servizi (sia Microsoft sia Hp), e investimenti in hardware Hp da parte di Microsoft. Un accordo del valore di 250 milioni di dollari aggiuntivi in tre anni.
Ma cosa vedranno i clienti? Soluzioni preconfigurate (“tipo push button”) e con performance ottimizzate, col cliente libero di scegliere fra on premise o cloud, privato o pubblico. In particolare Microsoft accenna, per soluzioni on premise, a un prepackaging di macchine Hp attorno a Sql Server e ad Exchange in aree Data warehouse, Business Intelligence e Transaction processing online. Un preallineamento “out of the box” di macchine Hp ad esempio attorno a Sql Server in termini di availability, performance, capacità logistiche e di servizio, su cui Hurd sente il bisogno di reiterare che “questo è in assoluto il più profondo livello di collaborazione e integrazione tecnica di cui io sia al corrente”.
Inesorabili, non certo inattese, le domande sulla “coopetition”. Come si aggiorna l’allineamento della tecnologia Hp con Oracle, alla luce dell’accordo con Microsoft? L’accordo è la risposta all’acquisizione di Sun da Oracle? Microsoft pensa di ritirarsi dalla collaborazione con Partner come Dell o Ibm con cui ha fin qui lavorato?
Secca la risposta di Hurd: “Oracle è un grande partner per noi, continuerà ad esserlo, ma io sono qui per parlare di partnership con Microsoft. Il motore della  nostra integrazione non è una reazione a qualcosa di esterno, ma l’opportunità di far nascere una posizione preminente nel mercato allineando due capacità che fanno la differenza per i clienti”.
In qualche misura più “naïf” la risposta di Ballmer: “Certo qualcosa di ciò che facciamo insieme ad Hp si sovrapporrà con quanto Hp fa o noi facciamo con altri partner; ma penso che Microsoft e Hp faranno assieme un sacco di lavoro in più rispetto a quelli con cui compete Hp o competiamo noi.”

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

Articolo 1 di 5