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Anche il Cobol guarda al cloud

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Anche il Cobol guarda al cloud

24 Feb 2010

di Nicoletta Boldrini

Con le aziende che guardano al Cloud Computing quale strategia per il risparmio e la modernizzazione, ciò che serve è un approccio sicuro e affidabile che non richiede alcuna riscrittura del codice permettendo alle aziende di risparmiare milioni di dollari rispetto alle alternative disponibili.

Micro Focus si è da sempre fatta riconoscere come la “Cobol company”, approfittando di un mercato che risulta tutt’altro che obsoleto (leggi l’articolo di ZeroUno: “Cobol, un linguaggio di valore anche nel 21° secolo”). Oggi la multinazionale opera in un contesto molto più vasto che, grazie alla proposta negli anni di un Cobol aperto (a partire dal 1977), facilita la migrazione da sistemi legacy a sistemi standard aperti, modernizzando le applicazioni e la loro gestione.
Mark Haynie, Cto of Cloud Computing della società, sottolinea come il cammino evolutivo dell’azienda sia oggi fortemente orientato al cloud computing, ambito verso il quale si sono concentrate negli ultimi mesi molte delle attività di ricerca e sviluppo della società.
Micro Focus ha varato una strategia di Enterprsise Cloud Services con servizi di sviluppo software e hosting di applicazioni per supportare le aziende nell’adozione del cloud indipendentemente dalle tipologie di applicazioni usate (da quelle sviluppate da Microsoft, a Oracle, a Sap e Ibm). “Ciò che serve alle aziende è poter contare sulle proprie applicazioni business (scritte in Cobol) anche in contesti totalmente nuovi come può essere, appunto, il cloud computing, senza dover necessariamente riscrivere in toto il codice alla base delle soluzioni”, sottolinea Haynie. Il Cobol, infatti, può essere “rivisitato” e “adeguato” senza interventi massivi, integrandosi dunque ai nuovi linguaggi, alle nuove piattaforme ed evolvendosi con quelli che sono i nuovi paradigmi dell’It.  “Micro Focus permette, per esempio, di spostare le applicazioni Cobol esistenti in ambito cloud, trasformandole in servizi cloud privati, e quindi a disposizione esclusivamente dell’azienda, o in applicazioni cloud a disposizione di tutto il mercato”, sottolinea Haynie.
In questo ambito, recentissimo l’annuncio che vede Micro Focus abilitare le applicazioni Cobol aziendali alla piattaforma Amazon Elastic Compute Cloud (Amazon EC2). “Inseriti nell’ambito della strategia di Enterprsise Cloud Services, con questi servizi i clienti hanno l’opportunità di utilizzare le loro applicazioni strategiche, mission-critical nelle aree dell’Europa e degli Stati Uniti in cui è disponibile la Amazon Elastic Compute Cloud. Ciò permetterà agli utenti di implementare rapidamente infrastrutture di cloud computing continuando a utilizzare le applicazioni e i sistemi impiegati abitualmente per gestire le loro attività”, sottolinea Haynie.
Amazon Elastic Compute Cloud, lo ricordiamo, è un web service che permette di adattare e configurare la capacità di elaborazione in-the-cloud. “Siamo impegnati al 100% nei confronti di un approccio indipendente al cloud computing atto a supportare i clienti che desiderano trarre vantaggio dalla piattaforma Amazon EC2 per tagliare significativamente i costi futuri”, conclude Haynie.
Ciò che Micro Focus fa è supportare la piattaforma Amazon per ampliare le possibilità di accesso al cloud computing. La proposta Enterprise Cloud Services, per esempio, utilizza le chiavi di cifratura già possedute dalle aziende (senza bisogno quindi di adottare nuove soluzioni) per proteggere i dati mission-critical in transito sulla rete o archiviati su infrastrutture per la memorizzazione persistente sul cloud.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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