Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Le cinque domande da porsi prima di pianificare un’architettura Cloud

pittogramma Zerouno

Analisi

Le cinque domande da porsi prima di pianificare un’architettura Cloud

18 Nov 2009

di redazione TechTarget da Digital4

Puntare sulla virtualizzazione o sul Cloud computing può riservare notevoli vantaggi, ma se si parte con il piede sbagliato si avranno solo problemi e complicazioni. Ecco come fare per imboccare la via giusta.

La relazione tra il modello di Cloud computing e il virtual desktop è piuttosto vaga. Questo dipende sia dal fatto che questi due concetti di computing sono nuovi sia dal fatto che sono entrambi molto flessibili.

La mancanza di precisione nella pianificazione del Cloud computing e/o di un ambiente di virtual desktop rende difficile decidere da dove cominciare e in quale direzione muoversi.

Un approccio organizzato basato sugli obiettivi offre i migliori risultati. Se l’obiettivo è pianificare il Cloud computing, rispondete alle seguenti cinque domande secondo una prospettiva focalizzata sul Cloud.

 

Quali motivi possono indurre a prendere in considerazione il Cloud computing?

State pensando al Cloud computing per la sua flessibilità dinamica, per la sua capacità di ridurre il supporto desktop o per il fatto che può supportare gli utenti per il deployment delle vostre risorse di computing in tutte le sedi?

Nel caso foste tentati di rispondere in modo affermativo a tutte e tre le domande, sappiate che i progetti che si basano su una value proposition vasta e poco precisa hanno un’alta probabilità di fallire.

In quasi tutti i progetti It ci sono alcune value proposition preminenti, che però sono difficili da identificare fin dall’inizio. Ma una volta individuate vi permettono di impostare chiaramente la direzione da seguire nella realizzazione della vostra architettura di cloud. In questo senso, considerate questi tre aspetti:

  • L’obiettivo è la flessibilità. La considerazione più importante sarà la selezione di un approccio di Cloud computing che offra il più generalizzato supporto alle applicazioni. Tale approccio dovrebbe inoltre consentire di implementare facilmente nuove applicazioni “out of the box”, piuttosto che ottenute da sviluppi specializzati.
  • La riduzione dei costi per il supporto dei desktop o delle licenze rappresenta un fattore critico. Il migliore approccio cloud-based si focalizza sulle applicazioni cloud supportate. Per un gran numero di aziende, i tool per la produttività generale desktop sono i più costosi in termini di licenza. Molte imprese ritengono che la applicazioni più usate, come i fogli di calcolo o i word processor, siano anche le più difficili da supportare. In questa situazione, utilizzare tool network-hosted, come per esempio Google Apps, può essere la strategia migliore.
  • L’obiettivo è un ampio accesso geografico alle applicazioni. Sarà importante determinare se una certa implementazione cloud è davvero “distribuita” oppure se si tratta semplicemente di un unico data center collegato a una rete globale (come Internet). In quest’ultimo caso, si possono presentare problemi di prestazioni quando si accede alle applicazioni da zone che non sono ben collegate a tale data center.

 

Qual è il commitment verso i desktop virtuali, l’Unified Communication, le architetture aziendali o altri framework per la comunicazione e le applicazioni?

Il Cloud computing è più facile da adottare quando vi è un approccio “flessibile”, sia verso le applicazioni che verso i dipendenti. Se sono stati effettuati ingenti invesimenti in termini di applicazioni o di comunicazione tra dipendenti c’è il rischio che questo possa limitare le strategie di cloud computing, soprattutto nel breve termine.

È importante considerare i commitment verso le applicazioni pre-esistenti quando questi impegni si riferiscono ad applicazioni e tool di comunicazione provenienti da player del calibro di Microsoft o IBM. Tali aziende hanno proprie strategie inerenti il cloud computing, le architetture di enterprise computing di nuova generazione e la comunicazione unificata. Dato che questi fornitori hanno piani specifici, potrebbero far evolvere l’offerta in un modo che non collimi con la vostra strategia di cloud computing. Perciò se avete in previsione di effettuare un importante investimento nelle applicazioni, assicuratevi di conoscere l’approccio al cloud computing dei vostri principali fornitori.

 

La mia rete sarà in grado di gestire la strategia di Cloud computing? 

Qualsiasi forma di virtualizzazione di desktop o server può creare effetti nella rete che non devono essere trascurati. La flessibilità nella distribuzione delle risorse e nell’offrire funzionalità alle applicazione a un più ampio numero di dipendenti può cambiare gli schemi del traffico di rete, modificando la connettività client/server.

Di conseguenza, devono cambiare anche le policy di sicurezza a livello di rete, soprattutto perché l’utilizzo di risorse di cloud computing di terze parti richiederà di consentire ai desktop di poter accedere a tali applicazioni.

 

Qual è l’approccio migliore per la sicurezza dei dati? 

Le informazioni aziendali non rappresentano solo un asset competitivo, ma spesso contengono dati inerenti clienti, consumatori e dipendenti che, se in mani sbagliate, potrebbero creare questioni di responsabilità civile ed eventualmente anche penale. Il cloud computing – come qualsiasi altro tipo di computing – può (e deve) essere reso sicuro. Ma rendere sicuri i dati del cloud computing è un problema sia contrattuale sia tecnico.

Prestate grande attenzione quando verificate le disposizioni per la sicurezza dei dati dei fornitori di Cloud computing. Dovreste inoltre eseguire verifiche periodiche sulla sicurezza e far sì che sia strettamente controllata la responsabilità di ogni utente del Cloud.

Se si escludono casi particolari, la maggior parte dei contratti per i servizi di Cloud limita la responsabilità nel confronti della perdita o della violazione di dati. Questo può esporre gli utenti a rischi.

In ambito tecnologico, per chi deve realizzare un progetto, la prevenzione assume spesso un’importanza maggiore rispetto ai vantaggi che si potrebbero ottenere da un determinato sviluppo/progetto.

 

Abbiamo bisogno di una policy per controllare l’utilizzo del cloud computing al nostro interno?

In un modo o nell’altro, il cloud computing sta per diventare una realtà nelle organizzazioni. Qualcuno nella vostra azienda probabilmente sta utilizzando applicazioni popolari come Google Apps, siano queste persone autorizzate o meno.

Anche se non state attivamente pianificando il cloud computing come strategia It in azienda, è comunque utile impostare una policy che vi consenta di controllarne anche solo l’uso occasionale.

*Presidente di CIMI Corporation, azienda di consulenza specializzata in TLC e data communication 

redazione TechTarget da Digital4

Articolo 1 di 5