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Cloud Computing: la sicurezza primo fattore di preoccupazione

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Cloud Computing: la sicurezza primo fattore di preoccupazione

15 Dic 2009

di ZeroUno

Colt ha realizzato un report sul cloud computing a livello europeo basato su dati della società di ricerche Portio. Emergono sia timori su sicurezza, prestazioni dei servizi e trasparenza dei contratti, sia il riconoscimento dei vantaggi che il cloud computing offre in termini di riduzione dei costi, adozione di tecnologie innovative e aumento della produttività. L’Italia tra i mercati più sensibili al nuovo paradigma

“La sicurezza è la principale fonte di preoccupazione per i Cio che valutano l’adozione dei servizi di cloud computing. Molti clienti ricercano una relazione più stretta e trasparente con i fornitori di questi servizi al fine di limitare il rischio”. Così Maggy McClelland, managing director della divisione Managed Services di Colt, operatore internazionale di telecomunicazioni per la clientela business, fornitore di servizi dati, voce e informatici gestiti a Pmi, grandi aziende e altri operatori Tlc. Il commento è ai dati di una ricerca sul cloud computing condotta dalla società Portio, tra l’agosto e il settembre 2009. L’indagine ha coinvolto 352 tra Cio e responsabili I di aziende di vari settori e dimensioni in diverse aree europee.
McClelland sottolinea quello che, tra i vari risultati delle interviste, è emerso come il più meritevole di attenzione. E cioè che il 68% dei Cio europei, e addirittura il 73% di quelli italiani, indicano nei timori per la sicurezza il principale impedimento all’azione di servizi di cloud computing. “I clienti – continua la managing director di Colt Managed Services – sono preoccupati di continuare a essere proprietari e responsabili dei propri dati quando utilizzano i servizi cloud. È quindi compito dei fornitori di questi servizi far sì che la loro clientela sia fiduciosa e bene informata. Più trasparenza e un maggior dialogo svolgeranno un ruolo significativo nel rispondere alle reali preoccupazioni riguardanti sicurezza, prestazioni ed affidabilità del cloud computing”. Va aggiunto, infatti, che a impensierire i responsabili It non è solo la security, ma solo anche le incertezze riguardo alle prestazioni e all’affidabilità (segnalate dal 58% del campione) e la mancanza di trasparenza sui modelli di pricing (47%).
Fin qui le note dolenti. La ricerca effettuata da Portio contiene però anche diversi indicatori positivi riguardo al vissuto del cloud computing da parte dei Cio e alle loro intenzioni in questo settore. E a dispetto dei pregiudizi che a volte abbiamo noi stessi nei confronti delle nostre aziende, dalla survey emergerebbe che in Italia si rileva il più alto tasso di adozione di questi servizi.
A stimolare maggiormente le imprese ad abbracciare il cloud computing è la migliore possibilità offerta di accedere a dati e sistemi da qualsiasi località. A seguire è, nonostante la sicurezza sia il tema caldo segnalato dalla ricerca, la soluzione a problemi di mitigazione dei rischi (lo afferma il 62% degli intervistati), seguita da quella a difficoltà di innovazione (57%). Per il 50% degli intervistati, il cloud computing è in grado di offrire una risposta efficace e allo stato dell’arte alle esigenze di hosting delle email e di backup dei dati critici. Un ulteriore 40% del campione identifica nell’accesso ad applicazioni finanziarie e di gestione delle retribuzioni, nonché alle applicazioni desktop, i principali benefici derivanti dall’uso dei servizi di cloud computing.
Nell’offrire un’alternativa per questo tipo di servizi, per il 48% dei Cio ed esperti It aziendali interpellati da Portio il cloud computing promette anche una riduzione dei costi. L’impressione che si ricava è che questo paradigma, nonostante sia ancora agli albori, non viene visto come immaturo e non già fruibile. Anzi, c’è un 21% del campione che ne giustifica il ricorso con l’opinione che ormai le imprese non devono più dotarsi di un proprio data center. Il 19% degli intervistati (scelti tra aziende che si sono distinte in modo chiaro, o per avere abbracciato il cloud computing, o per avere, al contrario, finora rimandato la sua adozione) è convinto che questo modello aiuta le aziende a crescere per soddisfare gli obiettivi di business.
Dionigi Faccenda, direttore della business unit Cms in Italia, conclude con questa affermazione: “In Italia i Cio sono convinti che si assisterà a un’accelerazione nella diffusione dei servizi di cloud computing. Introdurre la flessibilità nel business è fondamentale per aumentare l’efficienza, ridurre i costi e migliorare la produttività. Da questa ricerca emerge che i servizi cloud costituiranno un importante impulso per questa evoluzione del business”.

ZeroUno

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