Investire nelle startup italiane B2B conviene

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Investire nelle startup italiane B2B conviene

Nel nostro paese ci sono grandi opportunità per le startup nel campo del software e per gli investitori che le sostengono. Ne sono convinti sia Elizabeth Robinson di Quadrivio sia Nagray Kashyap di Microsoft Ventures. La condizione è che le nuove aziende operino in una logica B2B e si focalizzino nella soluzione dei problemi reali delle imprese nei settori di eccellenza, favorendone la trasformazione digitale

08 Set 2016

di Elisabetta Bevilacqua

È importante per la trasformazione digitale del sistema italiano delle imprese, fatto soprattutto di Pmi, trovare quelle startup B2B che sviluppino soluzioni utili per la base industriale esistente nei settori di eccellenza. Lo sostiene Elizabeth Robinson, Venture Capital Investment Director di Quadrivio, una delle maggiori società di gestione del risparmio in Italia che ha recentemente lanciato una nuova società di asset management dedicata interamente al Venture Capital in collaborazione con Intesa SanPaolo (attraverso Imi Investimenti). L’obiettivo della raccolta è di 120 milioni di euro, per 70 dei quali già si sono già impegnati i soci. “Sarà il maggior veicolo di Venture Capital in Italia, con investimenti da alcune centinaia di euro fino a diversi milioni – sottolinea Robinson, presidente in pectore del Cda della nuova società – Visto che gli investimenti in startup innovative in Italia sono nell’ordine del centinaio di milioni, questo nuovo fondo avrà un ruolo importante  per aiutare lo scale-up delle imprese”.

Elizabeth Robinson, Venture Capital Investment Director di Quadrivio

Quadrivio vuole sviluppare partnership soprattutto con le imprese che operano con le “hard and tangible technologies”, produzioni concrete che sono oggetto della digital transformation. “Siamo interessati all’Italia più che a qualunque altro Paese europeo per la sua importante base industriale e per il grande potenziale di innovazione da cui le Pmi possono trarre grande vantaggio. Ci interessiamo al digital, ma applicato alle imprese – aggiunge Robinson – In Italia c’è una base di ricerca universitaria molto forte che genera grandi idee, ma è necessario applicarle ai problemi reali da risolvere e alle necessità dell’industria”.
Quadrivio, partecipando all’iniziativa growITup (nata per volontà di Fondazione Cariplo e Microsoft Italia) si pone l’obiettivo di essere partner delle imprese e aiutare al tempo stesso le startup a dialogare con il Venture Capital con un lavoro di coaching anche sul versante degli investitori. “Per cogliere le opportunità per gli investimenti in venture nella trasformazione digitale è importante collaborare con un grande player tecnologico come Microsoft”, aggiunge.

I punti di forza delle software startup italiane secondo Microsoft Venture

Nagray Kashyap, Corporate Vice President Microsoft Ventures
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Digital Transformation

Nagray Kashyap, Corporate Vice President Microsoft Ventures esprime il punto di vista sia come grande azienda di software sia come investitore in Venture Capital. “È necessario essere presenti fin dall’inizio nelle startup in un momento in cui il software sta diventando sempre più pervasivo; se non lo fai tu arriva qualcun altro e si porta via il tuo mercato”, dice.
Ci sono due ragioni, a suo parere, che favoriscono le startup nel campo del software e chi su di queste investe: il software è il vero motore dell’innovazione e tutto (sia i dati sia il software) va in cloud. “Dal momento che ogni azienda, a qualunque settore appartenga, capisce che gli asset stanno andando in cloud, la discussione sul software non riguarda più solo i dipartimenti It ma direttamente il top management e i Ceo, preoccupati di perdere il controllo della situazione”, sostiene Kashyap. Da qui il valore strategico delle startup in questo campo.
Per lo sviluppo di startup in ambito software rivolte alle imprese, “l’Italia ha tre grandi vantaggi: un forte talento per il design, una capillare capacità manifatturiera, una popolazione di 60 milioni, sufficiente come base di partenza per una startup per verificare il successo e rivolgersi poi al mercato globale”, sostiene Kashyap che ha fortemente voluto l’iniziativa GrowITup e ha presenziato al lancio.

Elisabetta Bevilacqua

Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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