ACCEDI
User
Password
 
 LOGIN

OSSERVATORIO Cloud Computing

DBaaS: l’alternativa in cloud per i database di livello enterprise

Riccardo Cervelli
Forrester certifica la maturità raggiunta dalle piattaforme database-as-a-service, che consentono di gestire sulla nuvola i dati business. La società di analisi illustra i driver verso queste soluzioni, consiglia criteri di valutazione e mette a confronto le offerte di tredici vendor, fra commerciali e open source
logo tech indepth

La crescita in quantità ed eterogeneità dei volumi dati utili per il business sta portando un numero sempre maggiore di aziende a valutare le opportunità offerte dai Database-as-a-service (DBaaS). Per molte imprese queste tecnologie sono già diventate componenti critiche della loro architetture per via della loro rapidità di provisioning, della loro scalabilità (o elasticità) praticamente illimitata, e la disponibilità continua.

A sostenere tutto ciò è, fra le altre, Forrester nel suo recente report The Forrester Wave: Database-As-A-Service, Q2 2017. La società di analisi identifica quelli che sono, dal proprio osservatorio, i 13 più significativi vendor di DBaaS: Amazon Web Services (AWS) , CenturyLink, Citus Data, ClearDB, EnterpriseDB, Google, IBM, Microsoft, MongoDB, Oracle, Rackspace, Redis Labs e SAP. Forrester, quindi, analizza e mette a confronto ciascuno di questi fornitori alla luce di 30 criteri. Per conoscere più nel dettaglio i risultati di questi esami per verificare nel dettaglio la soluzione più adatta alle proprie esigenze, consigliamo di scaricare il report dal sito web da quella che è una delle più autorevoli aziende di ricerca e consulenza IT del mondo. In questo articolo ci limiteremo a proporre una sintesi delle “clusterizzazioni” dei vendor operate da Forrester e riassumere le principali raccomandazioni dei suoi analisti ai responsabili delle enterprise architecture. 

DBaaS per tutte le aziende

Prima di addentrarsi nelle differenze fra le migliori offerte disponibili (sia di tipo commerciale sia open source) Forrester si chiede perché i DBaaS sono destinati a diventare tasselli fondamentali nelle architetture enterprise di tutti i tipi di aziende. Una prima risposta è che “i responsabili delle architetture enterprise vedono sempre di più nell’utilizzo delle piattaforme cloud la via più agile per fornire nuove funzionalità e servizi al business”.

Ecco quali sono i principali vantaggi specifici dei database as a service per i responsabili delle architetture enterprise.

  • I DBaaS sono piattaforme cloud in rapida evoluzione che permettono di creare database repository dotati di provisioning automatizzato, funzionalità di backup, scalabilità elastica e sicurezza integrata, e sono adatti a supportare ogni tipo di business application: transazionale, operazionale o analitica. I database cloud, aggiungono gli analisti di Forrester, astraggono le sfide che normalmente devono essere affrontate nel supporto di applicazioni customer-focus o per gli utenti aziendali, in quanto girano su risorse storage e di computing scalabili gestite direttamente dai provider. Questo riduce la necessità di database administrator o di altro personale tecnico.
  • La migrazione da database on-premises a Db in cloud è supportata dagli stessi DBaaS, che aiutano così le imprese a ridurre i costi, sostenendo allo stesso tempo la crescita degli utenti e dei workload, con un miglioramento anche della customer experience. 

Fino a pochi anni fa, sottolinea Forrester, la maggior parte delle implementazioni di DBaaS era effettuata da piccole e medie aziende. Oggi, invece, si contano già centinaia di grandi realtà che dispiegano cloud database mission-critical delle dimensioni di diversi terabyte. Nei grafici che i lettori possono trovare nella versione completa del report sono riportati i dati di un sondaggio condotto da Forrester circa le adozioni di database as a service già compiute o nelle intenzioni dei decision-maker aziendali. Solo per citarne uno, risulta che il 28% dei responsabili delle infrastrutture a livello globale sta già supportando almeno un DBaaS deployment.

 

Vecchi e nuovi casi d’uso

Le tipologie di use case, sempre secondo la società di analisi, sono cresciute molto nel giro di poco tempo oltre test e development, backup, archiving, e non-mission-critical application. Non sono più rare, a detta dei ricercatori, le implementazioni più sofisticate e complesse. Ecco alcuni esempi di applicazioni che traggono beneficio dalla possibilità di scaricare e caricare dati verso DBaaS distribuiti, automatizzati e scalabili..

  • App personalizzate dagli utenti. A questo proposito Forrester fa notare come un enorme volume di contenuti generato dagli utenti è già ospitato (in modo performante e resiliente) sui cloud database utilizzati da social media quali Facebook, Linkedin e Twitter.
  • Applicazioni Internet of Things (IoT). Anche questi ambienti beneficiano della possibilità di memorizzare i dati in repository in cloud, gestiti dal punto di vista operativo dai provider.
  • Mobile app. Molte delle app mobile attuali richiedono di poter accedere a dati da fonti diverse quali database clienti, sistemi transazionali e file di log. I database cloud, sottolinea Forrester, offrono una grande piattaforma per memorizzare, elaborare e far accedere in maniera unificata ai dati per supportare rapide implementazioni di mobile application. In aggiunta, i DBaaS si prestano a supportare picchi stagionali di domanda da parte degli utenti o la crescita imprevista di workload causata, per esempio, da un nuovo accordo di business. 
  • Collaborazione nelle Line of Business (LOB). Oggi che i diversi dipartimenti aziendali tendono a collaborare più frequentemente, i DBaaS si presentano come soluzioni ideali per supportare in modo scalabile, sicuro e performante le necessità di condivisione di dati su clienti e business fra utenti che vi possono accedere da Internet browser o app disponibili per smartphone, tablet e dispositivi wearable.

Attenzione agli SLA di availability

La maggior parte delle organizzazioni interpellate da Forrester si è dichiarata soddisfatta del livello di availability delle proprie implementazioni DBaaS. In alcuni casi, però, è stato riscontrato che i livelli di disponibilità effettivi non corrispondono esattamente agli SLA (Service Level Agreement) pubblicizzati dai vendor, come dimostrato da alcuni esempi fatti da Forrester nella ricerca. Rappresentando piccole frazioni del tasso pattuito, a volte queste differenze di availability non sono sufficienti a far scattare storni sulle tariffe pagate dagli utenti; va però ricordato che la somma di piccoli scostamenti può diventare significativa nel contesto di grandi deployment che richiedono l’utilizzo di più istanze in diverse zone geografiche. Forrester incoraggia i responsabile EA a discutere bene questo aspetto con i singoli DBaaS vendor prima di scegliere il fornitore.

Come scegliere il DBaaS provider?

Quello della availability promessa è però solo uno degli aspetti da considerare nella selezione di un provider di database as a service. Come abbiamo scritto all’inizio, Forrester ha messo a confronto 13 vendor (figura). Per poter essere inclusi nella valutazione, questi vendor dovevano innanzitutto rispondere a questi requisiti:

  • disporre di un offering DBaaS con funzionalità complete, inclusi on-demand provisioning, scale, automatic administration and monitoring, e chargeback;
  • la soluzione DBaaS deve funzionare standalone;
  • il prodotto DBaaS deve avere una base installata referenziabile;
  • la soluzione deve essere disponibile sul mercato a livello worldwide;
  • la soluzione deve avere suscitato interesse presso altri potenziali clienti (menzionata da almeno 10 aziende nelle ricerche Forrester degli ultimi 12 mesi);
  • essere già stati inclusi nel Forrester’s radar.

La società di analisi ha quindi analizzato l’offering di questi vendor utilizzando una griglia di 30 criteri. In base ai risultati, le aziende sono state suddivise in quattro “cluster”: Leaders (3), Strong Performers (5), Contenders (4) e Challengers (1). Fra i tre Leader, Forrester ha posto Amazon, Microsoft e Oracle. La prima (con gli Amazon Web Services, Aws) risulta disporre della più ampia offerta di database utilizzabili as a service e vanta la leadership di di mercato. L’offering di Microsoft eccelle per maturità, scalabilità, sicurezza e introduzione costante di funzionalità innovative. Oracle ha reso la propria offerta DBaaS competitiva con quella dei leader più consolidati e propone schemi di implementazione tagliati su misura di diverse tipologie di aziende e settori verticali. Gli Strong Performers sono cinque: Google (con Google Cloud Platform, in decisa crescita), MongoDB (con il più popolare database NoSql), Redis Labs, IBM e SAP (la cui SAP Cloud Platform include SAP Hana, piattaforma di in-memory computing che permette di creare applicazioni e database ideali per i real-time analytics).

Forrester Wave per i Database as a service - Fonte: Forrester, Q2 2017

Quattro sono invece i Contenders, rappresentanti da EnterpriseDB (segnalata come un’opzione da valutare da parte di chi intende migrare sul cloud database PostgreSql), Rackspace (con servizi gestiti in rapida crescita), CenturyLink (degna di nota per la configurazione flessibile) e ClearDB (il cui successo è legato, fra altri fattori, all’economicità dei servizi la migrazione di database MySql da on-premises a cloud). Il Challenger è infine Citus Data, un database distribuito che estende PostgreSql. Forrester lo segnala come un’opzione da valutare soprattutto da piccole e medie imprese interessate a sfruttare funzionalità relazionali a supporto di vari tipi di applicazioni sul cloud e on-premises.

Iscriviti alle newsletter di Zerouno
Iscrivimi solo alla newsletter ZeroUno