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Azienda ospedaliera di Verona e NetApp, come lo storage può ottimizzare i servizi

Redazione
L’azienda ospedaliera Aqui Verona, affiancata dal partner Sinergy, ha implementato la tecnologia NetApp per aumentare la capacità di storage e la velocità di accesso ai dati, tra i benefici ottenuti scalabilità, riduzione dei consumi energetici, semplicità di gestione

Ottimizzare la gestione dei dati, ottenere business continuity e brevi tempi di accesso alle cartelle cliniche questi gli obiettivi che si era prefissa Aqui, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, volendo migliorare la qualità dei servizi offerti, da un lato, e dall’altro, salvaguardare l’investimento per il futuro grazie alla scalabilità del sistema e risparmiare spazio e costi dal punto di vista dei consumi energetici.

L’azienda ospedaliera che ha due sedi a circa 10 km di distanza con due data center collegati tra loro tramite fibra, già cliente di NetApp e del suo business partner Sinergy, oggi dispone di una soluzione in metrocluster FAS3250 abbinata a quella all flash AFF8080 (2 nodi, uno per polo ospedaliero) con una capacità nominale di 10 TB. La tecnologia NetApp, che sfrutta gli Iops (inpu/output operations per second) superiori del sistema flash - ovvero la maggiore velocità di accesso ai dati - per fare compressione e deduplica dei dati in maniera trasparente e automatica, consente di dimezzare gli spazi per esempio sui database Oracle.

“Sull’AFF8080 – ha affermato Paolo Zuliani, coordinatore Infrastruttura IT Servizio sistemi informativi dell’Aqui Verona – abbiamo cominciato a spostare i database più critici (su host Fujistu Primiquest 2400E) e per quest’anno è già in previsione un ampliamento dello spazio. L’idea è quella di creare storage differenziati. Uno - AFF8080 - ad alte performance in business continuity per i dati cruciali e di maggiore consultazione (per esempio cartelle cliniche, anagrafe) e un sistema, con prestazioni inferiori e non in business continuity, ma comunque ad alta affidabilità, per tutti gli altri dati. Si tratta soprattutto dell’archivio delle bioimmagini (mezzo miliardo di file e 150 TB di dati). Nell’arco del 2017 il FAS3250 andrà in dismissione e implementeremo uno storage NetApp FAS2650”.

L’azienda opera nell’ambito della sanità e le componenti proprietarie sono tante: software diversi, versioni differenti a volte datate che devono integrarsi tra loro e con altre applicazioni. “Grazie a personalizzazioni su NetApp SnapMirror e SnapVault – ha aggiunto Zuliani - attualmente la maggior parte dei nostri backup sfruttano queste tecnologie. Quando si fanno degli aggiornamenti su infrastrutture come la nostra, che sono online 24 ore al giorno sette giorni su sette, la possibilità di fare un backup in 10 minuti senza impattare sulla produzione è chiaramente un plus irrinunciabile. Il passaggio delle cartelle cliniche dal FAS 3250 al nuovo storage ci ha consentito di avere dei tempi di accesso significativamente inferiori che hanno comportato una user-experience dell’applicativo sensibilmente migliorata. Per il Cup-Centro unico prenotazioni non ci sono più rallentamenti e una maggiore qualità del servizio”.

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