Dallo studio, effettuato attraverso un sondaggio realizzato da CedCamera con 750 interviste (a Milano, Roma e Napoli) con l’obiettivo di verificare quale rapporto abbiano gli italiani con l’innovazione, emerge un’Italia divisa tra nord e sud per percezione di innovazione: i milanesi si sentono molto innovativi, quasi uno su tre, i napoletani poco, i romani si dividono. Un italiano su cinque sceglie la via della conservazione, si stava meglio prima. Ancora una volta più a Napoli (28%) che a Roma e a Milano (13%, 20%). Inoltre per molti l’innovazione è percepita più come costo che come risparmio, anche in questo caso più dai napoletani che dai milanesi e dai romani. Ma come cambia la vita degli italiani con le nuove tecnologie? Un quarto delle persone le usa per informarsi, uno su cinque per divertirsi, il 15% per lavorare, uno su 10 per organizzare la vacanza, mentre uno su 20 ascolta la radio. Quasi la metà degli intervistati vorrebbe l’innovazione più applicata in città, nei servizi pubblici e nei trasporti prima di tutto, mentre i personaggi simbolo sono Leonardo e Bill Gates
Al CFO (Chief Financial Officer) è richiesto, nei prossimi anni, un cambiamento di ruolo determinante, che va ben al di là della professionalità tradizionale, comunque imprescindibile, di assets safeguard. Il CFO deve, in sintesi, diventare il gestore della complessità. E’ quanto emerge da uno studio condotto da IBM, in collaborazione con The Economist Intelligence Unit, attraverso interviste a 889 CFO e professionisti finanziari operanti nei settori comunicazione, distribuzione, finanza, industria e pubblica amministrazione di 74 Paesi. Le aziende che hanno preso parte all'indagine hanno un fatturato annuo compreso tra meno di 1 miliardo di dollari e più di 10 miliardi di dollari, e più della metà di queste ha registrato un fatturato annuo di 5 miliardi di dollari o più. Quasi la metà degli intervistati ricopre ruoli di responsabilità di livello enterprise o globale equamente suddivisi fra responsabilità di area, Paese e business unit.
ZeroUno fornisce un’ampia sintesi dei risultati, per scaricare lo studio completo www.ibm.com/bcs/cfosurvey
La riduzione dei costi nella gestione di rete permane in cima alle priorità degli IT manager di tutto il mondo. E’ quanto emerge dalla ricerca indipendente condotta annualmente da ICM Research per conto di Vanco, primario Virtual Network Operator (VNO) globale. Importante però rilevare come al secondo posto (31% degli intervistati) vi sia, nei giudizi espressi dagli It manager intervistati, la copertura geografica, seguita dalla capacità di servizio (25%)
Le aziende non stanno adottando le precauzioni necessarie per proteggersi contro i rischi posti dai loro dipendenti. La ricerca McAfee è in grado di fornire una prospettiva della portata del problema a livello Europeo. Ci vogliono solo pochi secondi perché un dipendente colleghi un laptop o un PDA non protetto alla rete dell’ufficio ed esponga pericolosamente l’intero ambiente a un’infezione. In media ogni incidente di sicurezza costa circa 45,000 euro ed è sufficiente un unico incidente per causare una devastazione diffusa. Questo report analizza quali sono i dipendenti da tenere sono controllo, e illustra in dettaglio le best practice suggerite per consentire alle aziende di tenere testa a tali sfide per la sicurezza
La presentazione di Giancarlo Capitani, Amministratore Delegato NetConsulting, che cura come ogni anno il Rapporto Assinform, evidenzia che la lieve ripresa nel 2005 del comparto Ict (+2,3%) deriva soprattutto dalla componente TLC, mentre l’IT cresce meno dell’1%, tendenza che si conferma anche per il primo semestre 2006. Dati su cui riflettere, facendo anche qualche confronto con l’andamento internazionale della spesa IT, per trovare, nei pur lievi segnali di ripresa, una credibile prospettiva di crescita.
“La fine della Tv come la conosciamo” è già iniziata: l’audience è sempre più frammentata, con tempi di ascolto distribuiti su una pluralità di media, canali e piattaforme. Il mercato dell’offerta sta rapidamente cambiando e la competizione sta aumentando, con l’entrata di nuovi player accanto a quelli tradizionali, favorita dalla maturità tecnologica della convergenza fra Tv, telecomunicazioni (fisse e mobili) e Internet. Per definire uno scenario di medio periodo (con orizzonte 2012), che tenga conto della prospettiva della domanda e dell’offerta, Ibm ha commissionato una survey a Economist Intelligence Unit, basata su interviste lungo la catena del valore del settore, a economisti e investitori, realizzate in Usa, Europa e Asia.
La ricerca, commissionata da Juniper Networks (www.tns-global.com), azienda specializzata in soluzioni di networking Ip, a Tnt (gruppo internazionale di ricerche di mercato e sondaggi sociali e politici) e basata su interviste a 560 aziende nordamericane, europee e asiatiche con un giro d'affari superiore a 100 milioni di dollari, ha evidenziato la forte correlazione tra le performance finanziarie di un’azienda e l'impiego dell'Information Technology. In particolare emerge che le imprese con performance finanziarie migliori, chiamate “leader dinamici”, sono quelle che attribuiscono maggior importanza alla tecnologia e sono più propense ad adottare nuove tecnologie. Oltre a questa presentazione mettiamo a disposizone dei lettori unaoverwiew della ricerca, con esempi di “leader dinamici”: Ricerca Juniper Networks: Overview - What are Dynamic Leaders?