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Editoriali & Opinioni

Il vento sta girando

Questo editoriale non è fatto per quelli che vedono “il bicchiere sempre mezzo vuoto”. Quei Cio che sono totalmente concentrati sulla complessa macchina It da governare quotidianamente, con scarsità di budget, tecnologie legacy che non si integrano tra di loro, con utenti aziendali che chiedono applicazioni e servizi in tempi e in modi impossibili da soddisfare, con uno “shadow It” che sta prendendo piede in azienda ed è sempre più difficile da governare, con il top management e i business manager che da quando, alcuni anni fa, hanno scoperto l’iPhone vogliono “iPhonizzare” tutta l’azienda, nella convinzione di sapere tutto di tecnologia.

Mitakuye Oyasin

Parto, in questo editoriale, da una passione personale, quella per la cultura dei nativi americani, riprendendo una frase molto ricorrente nelle preghiere Lakota (da noi conosciuti come Sioux): Mitakuye Oyasin. Significa “Siamo tutti connessi”, facciamo tutti parte di un’unica comunità, quella degli esseri umani appartenenti a un tutt’uno con la dimensione naturale della terra e del vento, del sole e dell’acqua. Perdonatemi l’inizio un po’ “spiritualista” ma i Lakota (e le centinaia di tribù di nativi americani) a partire dalla scoperta dell’America da parte di Colombo e fino alla fine dell’800, quando l’uomo bianco li ha sistematicamente sterminati in nome del progresso e della proprietà (forse non tutti sanno che una volta vinti e sradicati dalle loro terre, le compagnie governative americane distribuivano ai nativi delle riserve le coperte con il virus del vaiolo, per farli morire prima), hanno sempre vissuto con questa intima convinzione di appartenenza comune, di necessità di condivisione di risorse, di scambio.

Una perfetta vita di coppia

Le grandi manovre in corso in questi anni in merito all’evoluzione tecnologica rappresentata dalla diffusione di “intelligenza digitale”, cioè sensori (Internet of Things), machine to machine, cognitive computing, robotica intelligente, smart city e smart society, connoteranno con buona probabilità la nostra vita nei prossimi decenni. Lo abbiamo d’altro canto sperimentato di recente, negli ultimi 5-6 anni, credendo di poter osservare e non essere travolti dalla “rivoluzione mobile” guidata inizialmente da Apple e dal suo “paradigma” di fruizione di App rappresentato dall’i-Phone. Sono state completamente riviste le nostre abitudini relazionali, lavorative e sociali.

Essere impresa ai tempi del cybercrime

La storia ci ha insegnato, nel corso dei secoli, che gli esseri umani sono soggetti complessi: capaci di slanci e visioni ma anche di grande malvagità. Stupirsi oggi della crescita del cybercrime è come stupirsi della violenza allo stadio. Da sempre, laddove ci sono rappresentazioni e frequentazioni che coagulano parti diverse della società, là si riproducono gli elementi caratterizzanti la nostra natura umana. Se è vero, come è vero, che la società va digitalizzandosi, connettendosi, integrandosi, allora il cybercrime è un fenomeno evolutivo naturale, e come tale va considerato e affrontato.

Elogio della Qualità

Chiunque di noi, e siamo ormai moltissimi, sia quotidianamente “contaminato” da un’attività digitale (attraverso lo smartphone facciamo ormai di tutto, anche telefonare, qualche volta…), sa bene quanto la propria vita sia stata modificata in funzione delle esigenze (soprattutto economico-produttive) dell’“always on”. Vuol dire relazioni, lavoro, acquisti, informazioni, comunicazioni potenzialmente eseguibili sempre, 24x7. Vuol dire un ricorso continuo ad un’ampia serie di tecnologie di comunicazione che, per loro intrinseca natura, tendono a generare routine automatiche sempre più indipendenti dalla volontà e dagli interessi della persona.

Riscoprire lo Stato

E’ davvero acceso il dibattito, in corso ormai da alcuni anni, sul modello di sviluppo sociale ed economico che potrà caratterizzare l’organizzazione del nostro domani. Il tema di nuovi modelli di crescita e di sostenibilità ha subìto un’inevitabile accelerazione nell’ultimo periodo a causa del perdurare della diffusa crisi economica, per alcune aree del pianeta, e di un modello di produzione basato sullo sfruttamento intensivo delle risorse, umane e naturali, per un altro gruppo di nazioni.

Digitalizzazione della Pa: il cambio di passo non è più rinviabile

L’Italia sta accumulando un ritardo sempre più grave nel processo di trasformazione digitale che altri paesi stanno invece perseguendo in modo molto più rapido, intensivo e coordinato. Il che ne rende sempre più urgente e non rinviabile il cambio di passo.

Gli stakeholder e il loro punto di vista

Secondo la teoria "Win-Win" applicata allo sviluppo software, soddisfare committenti, utenti e altri soggetti interessati alla realizzazione di un progetto equivale al successo. Identificare gli stakeholder chiave, capendone bisogni e aspettative, è quindi essenziale, così come sanare il prima possibile eventuali conflitti di interesse tra le parti in causa

Vendor-aziende: oltre l’ipocrisia

I vendor, soprattutto in Italia, schiacciati come sono da vendite in continua contrazione, stanno esasperando la loro proposta tecnologica soprattutto a risposta di specifiche esigenze, di questioni contingenti, non potendo o volendo affrontare un quadro di trasformazione più complessivo ma necessariamente con tempi più lunghi e con maggiori complessità.

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