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Ricerca e innovazione

Alm e trasformazione applicativa: l’evoluzione delle software factory

N.Boldrini, A.Croci, D.Pandolfi*

La modernizzazione delle applicazioni nelle aziende italiane si esplicita sotto varie forme, tra cui le più frequenti sono l’upgrade, la riscrittura e la sostituzione delle soluzioni coinvolte, oltre a una forte attività di razionalizzazione, con la finalità di rendere migliore anche il processo di gestione e controllo del parco applicativo stesso. Evoluzione verso nuovi modelli per la mobility e il cloud è invece il ‘mantra’ di chi sviluppa software da vendere al mercato. In entrambi i casi, capacità di governo e nuove competenze sono gli ostacoli da superare. Ecco i risultati di una recente web survey realizzata da ZeroUno in partnership con Microfocus e NetConsulting.

La progressiva adozione di soluzioni web, la collaboration e la mobility sono le principali evoluzioni che hanno già oggi impatti sul parco applicativo delle aziende utenti, ma anche delle aziende produttrici di software che dovranno rivedere il portafoglio d’offerta proposto al mercato, anche per far fronte alla richiesta di modelli di servizio in ottica cloud. Per raggiungere questi obiettivi, le aziende sono consapevoli che il parco applicativo attualmente adottato, spesso molto ampio e variegato (con un insieme di applicazioni custom e package con elevato grado di personalizzazione), non è sostanzialmente adeguato, in quanto presenta una serie di criticità tra cui la scarsa capacità di rispondere in modo dinamico alle esigenze di business, gli elevati costi di gestione e la mancanza di readiness verso un utilizzo in mobilità e in cloud.
Le aziende, soprattutto quelle di medie e grandi dimensioni, stanno quindi intraprendendo un percorso di trasformazione del proprio parco applicativo: è quanto emerge dalla recente websurvey “Alm e trasformazione applicativa: l’evoluzione delle software factory” che ZeroUno ha realizzato in partnership con Micro Focus e NetConsulting per capire la percezione, le aspettative, le dinamiche in essere e quelle previste delle aziende verso la tematica dell’Application Modernization dalla duplice prospettiva di chi utilizza le soluzioni software (aziende utenti) e di chi invece le fornisce al mercato (software house). Il panel sul quale si basa la survey è di 108 aziende, composto soprattutto da imprese grandi (con più di 1000 addetti, 47%) e medio grandi (con un numero di addetti che va da 500 a 999, 16,9%).

Aziende utenti: prepararsi a mobility e cloud
L’apertura verso il mondo web e la collaboration sono trend che stanno fortemente impattando sul parco applicativo delle aziende che riportano alla luce la necessità di guardare alla software modernization non tanto in un’ottica puramente di efficientamento tecnologico, quanto, piuttosto, sul piano dell’efficacia delle soluzioni rispetto alle esigenze del business e al concreto supporto che le soluzioni possono e devono garantire.

Figura 1: I principali trend tecnologici e di mercato che impattano sul parco applicativo delle aziende.
Fonte:ZeroUno - Web survey - Application Modernization - campione 108 aziende

Ben il 74% del panel, percepisce i maggiori impatti sul piano applicativo proprio da elementi quali la collaboration a l’apertura al web (figura 1), soprattutto per quanto riguarda le aziende medio grandi. Le aziende di dimensioni più piccole, invece, vedono nella mobility il principale fenomeno in grado di generare impatti sul parco applicativo (69% delle piccole aziende), elemento citato comunque anche dal 76% delle grandi realtà, indice di significativa criticità e sicuramente punto di particolare attenzione nei piani di evoluzione applicativa in generale. Se da un lato le aziende sono consapevoli dei trend tecnologici che impatteranno sul parco applicativo, dall’altro lato vi è consapevolezza che il percorso non sarà privo di difficoltà. Sono numerose infatti le criticità che le aziende riscontrano nel proprio parco applicativo, sia di tipo funzionale sia tecnologico ma anche di tipo strutturale (per esempio, la numerosità delle soluzioni adottate o la ridondanza delle funzionalità): tutti fattori che rendono complessa l’evoluzione organica del parco applicativo, portando le aziende a posticipare le iniziative progettuali o a compierle solamente su un set determinato di applicazioni. Analizzando in dettaglio gli elementi critici di freno all’evoluzione delle applicazioni, la scarsa capacità di rispondere in modo dinamico alle esigenze di business dell’azienda stessa spicca come causa nel 46% dei casi. Fanno comunque da eco altri elementi quali gli elevati costi relativi alla gestione del parco applicativo stesso (34%) e la mancanza di readiness verso un utilizzo su terminali mobili (33%) che, come citato, è uno dei trend che le aziende stanno affrontando insieme al passaggio a modelli applicativi in cloud che però rappresentano ancora una criticità nel 28% dei casi.
Le criticità evolutive derivano tuttavia anche dalla natura del parco applicativo: dalla survey è emerso come le aziende ricorrano a soluzioni miste, che vanno dall’utilizzo di software customizzato all’uso anche di pacchetti di mercato poco personalizzati, fino a servizi di cloud SaaS e on-demand. Tuttavia, l’81% del totale del panel ha evidenziato la presenza di soluzioni custom e il 67% conferma l’adozione di software package di mercato molto personalizzati.
Scelte che rendono complessi i percorsi di modernizzazione, cui si aggiunge la criticità derivante dalla consistenza del parco applicativo. Dall’indagine emerge un quadro che mostra il 36,4% delle aziende con un parco applicativo superiore alle 100 soluzioni, con punte anche di aziende che contempla tra le 201 e le 400 soluzioni (15,7%) e addirittura oltre 400 soluzioni applicative (10,8%).

Le vie per la modernizzazione
Consapevole di tali criticità, quasi la metà delle aziende del panel dichiara di aver comunque intrapreso un percorso di trasformazione del parco applicativo (processo che interessa infatti il 46% delle aziende intervistate), spinto principalmente dalla funzione Ict che ne diventa il principale promoter (nel 74% dei casi), ma richiesto anche da altre funzioni come Amministrazione, Finanza e Controllo (42%), Marketing (32%) e Produzione (24%).

Figura 2: Strategie adottate o previste dalle aziende utenti per modernizzare il parco applicativo.
Fonte: ZeroUno - Web Survey - Application Modernization - campione 108 aziende

Nel processo di modernizzazione del parco applicativo sono coinvolte in genere sia le applicazioni core sia quelle secondarie ma le strategie adottate sono differenti (figura 2). Il passaggio a modelli cloud, per ora, è limitato ad applicazioni secondarie, che vengono testate su questo modello di servizio per poi valutare un eventuale passaggio di soluzioni core.
Ad ogni modo, gli obiettivi perseguiti vanno nella direzione di aumentare il livello di soddisfazione degli utenti: questo infatti è indicato dal 74% delle aziende rispondenti. L’application transformation è poi valutato anche come processo necessario per ridurre i costi di application management (68%) e aumentare le performance (63%).
Gli obiettivi citati, per essere raggiunti, necessitano però di nuove figure o nuove competenze interne; questo elemento è stato indicato dal 61% delle aziende intervistate con processi di trasformazione applicativa in corso. Le figure principali che emergono da questo processo sono gli sviluppatori e i team interni (43,5%); seguono le figure di Demand Manager, Business Analyst e la figura di Application Transformation Manager.
A nostro avviso, l’adozione di modelli evolutivi porta le aziende a individuare nuove figure e competenze (demand manager, application transformation manager, business analyst) con l’obiettivo di avere un migliore raccordo con le divisioni business, da cui spesso deriva la sponsorship a progetti di evoluzione applicativa ma anche per meglio gestire le varie fasi del processo di trasformazione, da quelle preliminari di definizione degli obiettivi, fino a quelle più esecutive di implementazione e controllo dei risultati.

La vista di chi sviluppa software come core business
Il 23% del panel di aziende che ha partecipato alla survey è composto da aziende It, con attività primaria di sviluppo software, service provider, application development provider e web application service provider. A queste realtà è dedicata una specifica sezione dell’analisi volta a rilevare strategie attuali e future nell’ambito dello sviluppo e le relazioni con le aziende clienti. L’analisi conferma tutto sommato la fotografia emersa dalle dichiarazioni rilasciate dalle aziende utenti: anche per le software house, infatti, web, collaboration, mobility e cloud sono i nuovi trend verso cui indirizzare e rivedere il proprio portafoglio d’offerta.

Figura 3: Strategie adottate o previste dalle software house per modernizzare il parco applicativo proposto al mercato.
Fonte: ZeroUno - Web survey - Application Modernization - campione 108 aziende

Le principali azioni previste dai provider di soluzioni software in termini di modernizzazione degli applicativi consistono nell’upgrade delle applicazioni a nuove release (76%), in particolare tenendo conto di una possibile evoluzione verso un modello cloud (75%) (figura 3).
In generale, le aziende dell’offerta si dimostrano pronte ad affrontare questo percorso, dialogando con i Cio, i responsabili applicativi e i business analyst delle aziende clienti, con la finalità di migliorare l’efficacia delle fasi pre-progettuali (definizione degli obiettivi e del percorso evolutivo) da cui derivano le principali criticità nei progetti di trasformazione del parco applicativo. Tuttavia, per meglio raggiungere questi obiettivi, anche nelle aziende che sviluppano software si registra la nascita di nuove figure professionali o il re-skilling importante di risorse già esistenti, che si rende ancor più necessario a fronte di quanto espresso da alcuni utenti relativamente al basso livello di proattività delle aziende fornitrici che, se non spinte dalle aziende utenti stesse, non sono portate a proporre piani di evoluzione applicativa.

Mobility: evoluzione necessaria ma difficoltosa

Figura 4: Difficoltà e freni riscontrati nel processo di trasformazione del parco applicativo verso il mobile.
Fonte: ZeroUno - Web survey - Application Modernization - campione 108 aziende

Così come per le applicazioni tradizionali, anche il processo di trasformazione verso il mobile viene svolto dalle aziende attraverso varie modalità sia internamente sia ricorrendo ai fornitori esterni. Le aziende nelle quali esiste una strategia finalizzata all’evoluzione del parco applicativo verso una fruizione da mobile, dichiarano per la maggior parte (71%) che questa si indirizza principalmente a soluzioni mobili B2E (Business-to-Employee) a supporto del personale dell’azienda. Nelle piccole realtà, la strategia di evoluzione delle applicazioni verso la fruizione in mobilità registra valori significativi anche quando orientata verso soluzioni B2B (73% del panel). Le aziende di dimensioni più grandi, invece, sono particolarmente interessate a trasformare le soluzioni B2C – per i clienti finali consumer – con finalità promozionali e marketing ‘via mobile’. Tuttavia, anche qui le criticità non mancano (figura 4): chi ha già intrapreso un processo di trasformazione applicativa verso il mondo mobility identifica nella mancanza di competenze interne nelle problematiche relative alla sicurezza gli elementi di maggior ostacolo.

 

*Alessandro Croci è senior analyst di NetConsulting
Diego Pandolfi è research assistant di NetConsulting

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